giovedì 8 maggio 2014

Trattoria La Rustica, a casa di Marinella in una borgata nascosta

Diciamolo subito, se avete la pressione alta qui non ci venite, ché il sale abbonda... e anche se siete sprovvisti di navigatore non ci venite, ché tanto non riuscireste ad arrivare!

Per tutti gli altri, stiamo parlando di una delle più nascoste trattorie in un agglomerato di case sconosciuto ai romani ma a due passi dalla Magliana e dall'Eur: la borgata Petrelli, così chiamata da una famiglia abruzzese dedita alla transumanza dall'Appennino, che diede vita qui a un insediamento di corregionali dopo il terremoto di Avezzano del 1915. Qui e qui la storia, qui un video, qui parecchie foto. Comunque non sembra di stare a Roma, ma in un borgo di campagna con vista sul Colosseo Quadrato.


Foto di Antonello Anappo, www.arvaliastoria.it

La trattoria in questione appare nel web fugacemente ma giudicata positivamente e con molteplici nomi (La Rustica, La Signora, Da Marinella), sebbene l'insegna sia più semplice ed essenziale: TRATTORIA. E in effetti quella che appare entrando dalla porta (ma non dove c'è l'insegna, lì c'è la cucina...) è una vera trattoria vecchio stile, gestita da una famigliola autoctona che sembra di stare a casa loro, con un menu classico romano e un arredamento spartano... vabbé, a parte le sobrie teste impagliate di cervo e cinghiale.



Ci sediamo (io, Giò e Fabio), ammiriamo il menu scritto a mano (e il retro che vale come biglietto da visita...), schiviamo il vino della casa e ordiniamo una bottiglia di Montepulciano d'Abruzzo (ma tanto era uguale), e scriviamo direttamente noi sul foglio delle comande: due amatriciane, un rigatone al sugo di coda, due spezzatini con patate e sugo, un misto piccante di carne fagioli e peperoni, due cicorie e un broccoletto.



Tutto buono e voluminoso, un po' salato come si diceva all'inizio, ma spazzolato senza remore e senza grossi problemi. Forse il sugo di coda era più buono, col sedano generosamente versato sul piatto. Lo spezzatino ricordava piatti antichi delle nonne, mentre il misto piccante era meno entusiasmante. Contorni invece molto apprezzati. Dolci non pervenuti, ma è stato uno sbaglio a cui dovremo rimediare prossimamente, essendo fatti in casa dalle figlie della cuoca Marinella, come abbiamo capito dopo un breve ma illuminante colloquio con lei ("io nun magno gnente di quello che preparo, sento gli odori, ma sò un tipo da pagnottella"). Amari (commerciali, ma c'è il Capo) offerti. Conto totale 55 euri (senza ricevuta), ben spesi!




La Rustica
Via Bolgheri 55 (Borgata Petrelli - Magliana)
Tel. 06/55261803
Aperto a pranzo e cena - Chiuso domenica
Sito ufficiale e psichedelico

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5 commenti:

  1. Hai presente quando un profumo o un sapore ti resta in testa anche se sei lontano?
    Hai presente quando a casa ti portano a tavola quel piatto che ti piace tanto e che hai ricercato senza successo in mille altri posti?
    Vedi in lontananza sta trattoria e vorresti cambiare strada!
    Decidi di entrare, ti siedi e vorresti andartene!
    Decidi di restare e ordini sospettando di ogni piatto!
    Alla fine ti arrivano i piatti e ti sembra di sedere al tavolo di casa e ti servi esattamente di quel piatto che ti piaceva tanto e che hai cercato invano ovunque.
    Astenersi fighetti e "in tuc...lo alla cucina molecolare".

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  2. Bellissima la recensione come pure il commento anonimo che mi precede!
    E poi scoprire che Roma ha sempre qualcosa da scoprire... Io non sapevo nemmeno l'esistenza di questa borgata Petrelli! Dalla descrizione sembra essere un posto dove il tempo si è fermato, una specie di Brigadoon della ristorazione romana.Tra tanti posti che si spacciano per "originali" questo sembra proprio essere reale. Complimenti per la "scoperta" alla faccia di tanti siti/blog che si vantano di stare sempre sul pezzo quando invece stanno sempre a parla' degli stessi posti.
    E per concludere ça va sans dire un plauso al "in tuc...lo alla cucina molecolare"! :-D

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  3. TRATTORIA UFFICIALE DEI VAM ROMANI DELL'ANVAM
    ANVAM=ASSOC. NAZIONALE VIGILANZA AERONAUTICA MILITARE

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  4. sono 8 anni che vado a mangiare da Marinella appena posso... la prima volta , a mangiare un antipastino con melanzane olive e affettato una carbonara cremosaissima e una cicorietta piccantina ripassata con il pane morbidissimo ..negli anni seguenti quando potevo generalmente il sabato ovviamente prenotando perché sennò è sempre pieno approfitto per mangiare un po' di tutto compresa la Gricia che solo Francesca sa fare .Per i dolci specialmente la crostata di ricotta e cioccolata (CHE è qualcosa di fantastico) LI fa invece l'altra figlia Luana. piatti salati non ne ho mai mangiati ma certamente saporiti e le porzioni devo dire che sono decisamente abbondanti un po' come facevano le nostre nonne . adesso non vivo più in Italia e mi manca tantissimo quel posto per quanto riguarda le teste impagliate quello sì un po' mi fanno tenerezza perché sono contro la caccia per il resto li vedo una famigliola esempio mogli in cucina e mariti camerieri così si fa'...veramente è un rione una borgata che ha personalità grazie a quel posto.e mangiare li... mi manca un sacco...

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  5. Grazie all'amico Aldo, cugino di Marinella, solo agli ottanta ho ritrovato il gusto e il privilegio di una vera cucina romana. Non pensavo esistessero più, invece...Porca miseria che "magnata". Assaggio: tre fette di pane (forse quattro) e una bevutina di bianco della casa. A seguire antipastino veloce con melanzanina trifolata, fetta di prosciutto, salame e seconda bevutina. Ecco che arriva il primo una montagna di rigatoni all'Amatriciana (con la a maiuscola) spazzolati in un battibaleno e poi la TRIPPAAAAAA ... aiuto mamma nun ce vedo più da la goduria. Neanche la guardo ch'è già finita, scarpetta compresa. Embè? Non me ne faccio 'n'artra mezza? Bevutine a raffica, fette di pane a volontà e giù scarpette a lucidare il piatto. Per finire un buon caffè e via con gli Amici: Aldo, Romolo, Gianfranco, il grande Vito Nicola di Melegnano con Marinella ed Elisa, la bellissima nipotina, a rifare il look ai tavoli ormai vuoti. Arrivederci a presto Rustica e grazie, grazie e ancora grazie.

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