domenica 2 ottobre 2011

Ciociara, umbra o romana?

"Dicaaaaaaaaa"

No, questa recensione non parlerà nè di locali etnici, nè di nuove osterie romane... Basta fare pochi passi dentro e il "Dicaaaaaaaaaa" del gestore, che vuole richiamare l'attenzione di voi che siete entrati spensierati senza chiedere nulla, vi farà capire che qui si mangia solo cucina tradizionale e ben sperimentata. Siamo a Cinecittà, tipico quartiere popolare romano e romanista, dove da anni immemorabili sorge questa trattoria e pizzeria chiamata "La Ciociara", ma gestita da una famiglia umbra :-)


"Faccia presto che c'ho da fà"

Diciamo subito che il servizio è sbrigativo, gestito da due generazioni di una simpatica e tenera famigliola (non aspettatevi Brad Pitt e Angelina Jolie...) che si dà da fare per portare in tavola il necessario, ma non si perde certo in chiacchiere e convenevoli, e quindi se non siete pronti a ordinare rischiate di passare dietro a numerosi altri commensali. Eh sì, perchè il posto è affollato sempre, con qualche tavolo sul marciapiede, un'ampia sala interna con finestre chiuse dai tipici vetri smerigliati delle vecchie osterie romane e un'altra sala al piano inferiore.


"A Marcè, e sparecchia quei tavoli!"

Veniamo al succo: la Ciociara è sia pizzeria, con le classiche pizze basse e croccanti e buoni fritti non surgelati (i veri supplì "al telefono" e i filetti tra tutti), sia trattoria, che propone piattoni di primi notevolmente conditi (non perdete gli gnocchi ovviamente del giovedì) e secondi tradizionali (come l'ossobuco) o di carne chianina. Lo so, vicino c'è la modernità di Sforno o Lievito Madre, ma alla vecchia cara pizza romana ogni tanto anche il foodie più esigente ha bisogno di tornare, quantomeno per le reminiscenze di quand'era bimbo e "pizza" significava solo questa, con buona pace dei napoletani!


Dolci non memorabili, forse eccetto una crema catalana bruciata con la fiamma ossidrica (!), ma per gli estimatori c'è l'amaro Unicum o il Nerone, e anche un Centerbe molto ma molto aspro. Conto totale sui 15-20 euri per la pizzeria, tenendo conto che margherita e napoli stanno sui 5 euri e solo le pizze più elaborate arrivano sugli 8 euri. Intorno ai 25 invece un pasto completo con primo e secondo.


La Ciociara
Via Valerio Publicola, 31 (Cinecittà)
Tel. 06.7615500
Chiuso martedì

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lunedì 8 agosto 2011

Sorpasso e controsorpasso

M'hanno rubato l'idea: nei miei vaneggiamenti gastronomici ho sempre pensato di gestire un locale aperto dalla mattina alla sera con varie configurazioni (colazione, pranzo, merenda, aperitivo, cena, dopocena), con un bel bancone oltre ai tavolini, con la vendita anche al dettaglio dei prodotti in menu, e con elementi di design che attirano gli avventori (si dirà ancora così?), in modo da creare un ambiente tra il nordeuropeo e il catalano. Beh, c'è già (da poco) e non so se l'emoticon da usare è :-( per i miei sogni di gloria (gastronomica) o :-) per le mie necessità di lavoratore di Prati.

Si chiama Sorpasso, sorge proprio di fronte al mercato dell'Unità ed è lo spin-off della vicina enoteca Passaguai, omaggiata dal Gambero Rosso con 2 "bottiglie". Rispetto al progenitore è più ampio e soprattutto con la cucina, ma quello che colpisce favorevolmente è sia l'attenzione all'arredamento sui toni del legno e del bianco, sia il tentativo riuscito di avvolgere i clienti con i sapori, con il salumaio che affetta le specialità della casa all'ingresso e le bottiglie di vino o bibite (Paoletti!), ma anche salumi e formaggi e conserve sugli scaffali. Per mangiare la scelta è tra un bancone non troppo ampio ma con alcuni sgabelli che permettono di evitare di sedersi tristi a un tavolo da soli, oppure la sala interna con ampi finestroni sulla cucina a vista, tavoli spaiati (è molto trendy e cool) e soprattutto un grande lucernario che chiude quello che era un cortile interno regalando la vista sui panni stesi dei piani superiori!


Capitolo cibo: coi colleghi di lavoro, prima di abbandonare l'ufficio per le meritate e sudate vacanze, insieme a pane di diverso tipo (buono), abbiamo preso due taglieri di salumi e formaggi non enormi ma comunque neanche costosi (9-10 euri cadauno), dove tra l'altro troneggiavano, sebbene rapidamente spazzolati, la cecina de leon (bellamente ignorata nei miei numerosi viaggi ispanici), la lonza di mangalica (che taglio di animale!) e il piacentino ennese. Poi ottimi e molto sostanziosi (oltrechè convenienti, a 7 euri) i tortini con patate tomino zucchine e parmigiano, nonchè una tagliata di manzo al sangue che si scioglieva in bocca (lo so, ho cercato per 10 minuti un'espressione meno ritrita ma non l'ho trovata, abbiate pazienza!). Volendo, ci sono anche i trapizzini inventati da 00100.


Ho paura che diventerà uno dei miei posti preferiti: così abbiamo speso poco meno di 20 euri, con un rapporto qualità/prezzo notevolissimo, ma non saprei se a cena i prezzi salgono. In ogni caso, è frequentabile anche in altri momenti della giornata, sul modello di Necci al Pigneto, e questo è molto ma molto interessante, tanto più in un quartiere poco accogliente come Prati a meno di non essere turisti da spennare.


Sorpasso
Via Properzio 31 (Prati)
Tel. 06 89024554
Aperto dalle 7 di mattina alle 2 di notte (almeno così dicono...), chiuso domenica
Sito ufficiale

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Il mistero del Lievito Madre

Da almeno un mese impazza sul web il mistero del Lievito Madre... no, non sulle modalità migliori di "allevare" la pasta madre nei forni, bensì sulle valutazioni per questa nuova apertura a Cinecittà, una pizzeria che secondo alcuni si inserirebbe di prepotenza tra il gotha romano, e secondo altri è un'emerita schifezza, ma ci sono anche giudizi più equilibrati. Capite bene che opinioni così divergenti suscitano curiosità, e grazie a un coupon abbiamo fatto il sacrificio di dirimere una volta per tutte la questione...

Diciamo subito che confermiamo i giudizi contrastanti: ci sono cose molto buone e altre da rivedere, ma sicuramente nulla di orribile e anzi azzarderei che gli aspetti positivi prevalgono, sia pure senza raggiungere per ora i livelli, per restare nel quartiere, di Sforno. Il primo aspetto positivo è il posto: all'inizio del parco degli Acquedotti, sotto gli alberi con lo sfondo delle arcate dell'Acquedotto Felice, in uno chalet appena costruito e bello; l'unico appunto per i tavoli sul brecciolino, decisamente meglio quelli sul tavolato sotto il portico.


I commenti negativi sui camerieri e il servizio, sinceramente, non li ho capiti: è evidente che è un servizio giovane e forse inesperto, ma ieri sera sono stati precisi e veloci, anzi quando si sono confusi tra il mio ordine (funghi) e un'altra pizza (fumo) me l'hanno sostituita con molta gentilezza. Nota di merito per le birre, molte belghe anche alla spina e alcune di altri paesi, anche bevibili da sole prima/dopo cena. Ma veniamo alla sostanza: abbiamo preso per cominciare i mini arancini, tipici del vicinissimo e stellato Giuda Ballerino con cui non si è capito se godono di una consulenza o di una vera e propria filiazione, e tra questi l'asiago e tartufo era ottimo come sapore, mentre un po' meno entusiasmati ci ha lasciato il taleggio e asparagi (più per il riso che per il ripieno) e il ceci e baccalà (comunque gustoso). Poi delle chips di patata con il parmigiano pecorino, buone e leggere, in un sacchettino di carta (altra reminiscenza del Giuda...).

E poi le pizze. Anche qui alti e bassi: la margherita sembrava troppo acquosa, con un eccesso di mozzarella rispetto al pomodoro, sebbene l'impasto fosse buono e leggero (sì, mi ripeto), mentre la funghi era biscottata (bonus!) ed equilibrata tra funghi, mozzarella e pomodoro. Confermiamo i giudizi di chi ha scritto che si percepiscono mani diverse, ma almeno un aspetto positivo sono le proposte diverse dal solito come le pizze ripiene e la carbonara, nonchè i prezzi convenienti per i gusti base, intorno ai 5 euri alla faccia di Tremonti e della BCE. Per il conto siamo sui 20 euri, ben spesi (soprattutto perchè è vicino a casa!).


Lievito Madre
Via Lemonia 214 (Parco degli Acquedotti)
Tel. 06 45481454
Aperto a pranzo e cena, chiuso lunedì

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lunedì 11 luglio 2011

Fish Market, una sorpresa a Pietralata

Avete presente quel tratto pieno di curve di via di Pietralata, senza marciapiede, verso lo sbocco sulla Nomentana, dove si susseguono gli arrosticini proletari dei Quinzi, la superbia di Mejo de Betto & Mary, la creatività del Lanificio (sì, proprio sorgeva il mitico cornettaro con il montacarichi!), l'azotemia di Bistek e la tradizione del Gallo Rosso?




Beh, tra il Lanificio e Bistek non lo vedrete mai, se non lo cercate, ma al posto di un'autofficina, anzi per la verità mantenendo proprio le vecchie insegne e gli ormai inutili cartelli "Per le revisioni fermarsi qui", c'è un cancello apparentemente anonimo che si apre ogni sera dalle 20 alle 24 (tranne il lunedì), con una scritta che rappresenta (oltre alla gente che aspetta...) l'unico indizio che qualcosa è cambiato in questa nuova zona cult della Capitale: "Fish Market"!

Visto che l'afa regna sovrana in questo inizio di estate sulla Città Eterna, il presente post risparmierà sforzi inutili sulla tastiera e andrà per punti, ricapitolando le finora due apparizioni del sottoscritto ;-)



Ambiente: spartano, con divani scompagnati all'ingresso, un tavolinetto dove una stangona fa le tessere arci (sì, è un circolo culturale...) gratuite, tavoli e sedie altrettanto scompagnate e più o meno comode (e a volte instabili), un bancone a sinistra con le bevande (vermentino e pecorino della casa) e poi, in fondo, sua maestà il bancone del pesce, dove un poco loquace addetto taglia e pesa il pesce, seguito subito dopo dalla cucina e dalla cassa. Metà è all'aperto e metà al chiuso sotto al capannone dell'ex officina, è il mix è piacevole, sicuramente diverso da ogni altro posto di Roma, direi quasi barcellonese...



Cibo: delizioso, sebbene il menu sia limitato a poche cose, tipo i cartocci con la frittura di moscardini, calamari, gamberetti o lattarini, la bruschetta con sugo di cozze e vongole, gli spiedini di pesce, l'insalata di polpo, l'hamburger di spada/spigola/tonno/salmone e soprattutto il pesce alla piastra al peso, dove potete sbizzarrirvi con i crostacei e il calamaro, il pesce spada e il tonno da scottare appena, le orate e le spigole, e non mi ricordo cos'altro.

Servizio: da mensa aziendale, che fa tanto trendy & cheap... trovate sul tavolo un foglio con le ordinazioni, un portapenne e una penna: discutete con i commensali cosa mangiare, lo riempite (il foglio, non il portapenne), andate al bancone del pesce, scegliete e pagate. I piatti ve li portano gli addetti, su vassoi da mensa aziendale (l'avevo già detto?).



Frequentazione: giovanile e notevole, non da periferia romana, se considerate che i proprietari sono anche gli ideatori del coffee pot e si sono portati dietro la clientela di affezionati. Il rovescio della medaglia è che è affollato qualsiasi giorno della settimana, quindi è necessario prenotare SEMPRE.

Costo: contenuto per essere pesce, ce la caviamo con 30-35 euri alzandoci sazi e avendo la sensazione di aver mangiato bene. A meno c'è solo Franco ar Vicoletto, non so se rendo l'idea ;-)



Fish Market
Via di Pietralata 149b (Tiburtino)
Tel. 347 0095009 (mandare un sms con nome, orario e numero di persone; riceverete la conferma sempre via sms)
Aperto solo a cena, chiuso lunedì
Niente sito, ma pagina FaceBook
Qualche recensione: Via dei Gourmet, Puntarella Rossa Uno e Due, Walden.

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venerdì 17 giugno 2011

Flavio al Velavevodetto... ve lo dico!

Flavio era lo chef di Felice, storica trattoria di Testaccio (di cui abbiamo parlato qui, qui e purtroppo anche qui)... e da un po' di tempo si è messo in proprio, a pochi passi, addossato allo scenografico Monte dei Cocci e circondato dai locali della movida romana.

Il locale era un cabaret, ci sono pure stato più di 10 anni fa, ma certamente dà il meglio di sè come ristorante, grazie alla splendida terrazza, al cortile e alle due sale interne con vista sui "cocci" (e, sembra, arieggiate dalle correnti che percorrono la Malagrotta di 2000 anni fa). Il menu è molto simile a quello di Felice, con cui condivide i cavalli di battaglia, compreso l'imperdibile tiramisù al bicchiere, ma in più ha il bonus della posizione e dei tavoli all'aperto, e di un certo minore grado di affollamento che non guasta a noi avventori.


Vi dico subito che non so quanto abbiamo pagato ieri, visto che siamo stati gentilmente sollevati dal doloroso onere del conto, ma le varie recensioni parlano di circa 35 euri. Scarso affidamento si può fare sul menu, visto che i piatti variano giornalmente a parte i grandi classici romani, e molte cose non sono scritte. Eravamo in 6 più un nano, sulla terrazza in una perfetta serata pre-estiva, compresi due australiani che sono rimasti estasiati, o almeno spero che "wonderful" in anglo-antipodo non voglia dire qualcos'altro...

Dunque i primi: tra i classici l'amatriciana era saporita e bilanciata, oltre che abbondante e la cacio&pepe perfetta (ed è molto difficile!) seppure non mantecata al tavolo, mentre tra i piatti creativi i ravioli ricotta&spinaci con sugo a freddo di pachino, erbe e ricotta salata hanno registrato un plauso unanime italo-australiano. E poi ovviamente i secondi: le maestose e (può sembrare strano) leggere polpette di bollito fritte (fatte, leggo dal sito, con manzo, gallina, mortadella, noce moscata, pane spugnato, patate lesse, prezzemolo, sale e pepe...), le cotolette d'abbacchio panate e fritte, gli involtini al sugo. Tra i contorni meritano una segnalazione la scarola con olive, capperi e pinoli, ma anche delle patate al forno divine. Tutto ottimo, s'era capito? Per concludere l'imprescindibile tiramisù al bicchiere per tutti: caffè in fondo e poi crema e cioccolato liquido e solido a strati. Abbiamo accompagnato tutto ciò (burp!) con uno dei vini del Casale del Giglio, un leggero ma buon Petit Verdot, e abbiamo concluso con alcune grappe barricate che ci stavano proprio bene!

Flavio al Velavevodetto
Via di Monte Testaccio 97
Tel. 06 5744194 - 06 5746841
Chiuso a pranzo sabato e domenica, e anche domenica sera in estate
Sito ufficiale
Le recensioni (con molte foto) di Carlin Petrini, Dissapore, Tavole Romane, Puntarella Rossa, Polipo Affamato e la Diciassettesima Cucina.

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