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lunedì 21 gennaio 2013

Porto Fluviale 2 - La vendetta (della trattoria)

No, non ci siamo sbagliati, lo sappiamo che abbiamo appena scritto un'altra recensione su questo posto, ma la passione messa da Giò nel testare il lato pizzeria ci ha indotto a tornare subito dopo per cenare nel lato trattoria. Essendo un post atipico, anche la forma sarà inconsueta, con tre minirecensioni parallele adatte a darvi altre opinioni su questo nuovo locale.





HariSeldon_74
Il Porto Fluviale è un posto terribilmente nordico nella concezione, negli arredi, nelle pietanze e nel servizio. Lo dico subito: è bello e buono, e sta lontano dai prezzi eccessivi di alcune recenti aperture romane... per me è promosso! E' vero che è concepito come spazio multifunzionale, ma ormai questa più che una moda appare una necessità in tempi di crisi, e nel caso in questione la gestione delle diverse offerte appare ben bilanciata e autonoma. C'è però una cosa da sapere subito: è meglio andarci presto rispetto a quando monta la fame, perchè almeno mezzora la perderete a combinare il vostro pasto, scegliendo tra cicchetti (le tapas alla spagnola) singoli e in gruppo, quarti di porzione, mezze porzioni, porzioni intere, panini e minipanini...

Mi è piaciuto: 
L'ambiente appena realizzato ma già accogliente, come una birreria nordica.
I tavolini maiolicati senza tovaglia.
Il menu da trattoria italiana.
Il panino con hamburger a 8-9 euri (la metà di Baccano, tanto per dire). 
L'attenzione e la cortesia dei camerieri.
I divanetti all'ingresso e il lungo bancone dove bere o stuzzicare (molto molto nordico!).
La birra della casa FluviAle a 10 euri il litro.
I prezzi della pasta a meno di 10 euri.
La possibilità di mangiare cose diverse scegliendo la quantità desiderata.
Il fatto che accettano qualsiasi buono pasto.
La frequentazione fighetta ma non troppo.
Il pane nel vaso.
Le polpette di bollito coi pinoli.

Non mi è piaciuto:
Il rumore.
Il pane dell'hamburger e le salse industriali in monoporzione.
I dolci che almeno sentendoli declamare non apparivano imperdibili (ma non li abbiamo assaggiati).
La saletta riservata da prenotare come minimo per 700 euri chef escluso...
La difficoltà di scegliere dal menu (sì, è anche un bonus, ma alla fine uno veramente non sa cosa decidere).




Giovanni
Quarant'anni fa, il numero 22 di Via del Porto Fluviale non esisteva, li c'era solo un muro e all'interno un magazzino le cui merci arrivavano via ferrovia. Ho abitato li difronte nei miei primi 15 anni, al numero 3D, settimo piano, quartiere popolare ma da casa mia si vedeva l'Aventino, il cupolone, Testaccio e Monteverde. 
Di quel periodo ricordo il rumore delle ambulanze il cui deposito era oltre il fiume e il rumore dei mercati generali, fortunatamente entrambi i problemi spariti dal quartiere.
In questi anni il quartiere è molto migliorato, università e locali hanno aperto e ristoranti e colori sono apparsi sui muri con i murales... peccato che qui, come nel resto della città, ci siano sempre troppe macchine, che invadono tutto.  

Mi è piaciuto:
La birra fluviale e anche l'apposita bottiglia di vetro.
L'ambiente del locale, il mobilio, le stigliature, le grandi vetrine.
La possibilità di ordinare mezze porzioni (e volendo porzioni 1/4).  
I prezzi che vanno bene.
Le polpette di bollito.
La zona bar, con le sue grandi poltrone.
L'orario dalle 10e30 alle 2 di notte.
E' un locale simile a Sorpasso e Baccano. 
Sta a un paio di km da casa mia, ci posso andare a piedi. 

Non mi è piaciuto:
Il forte brusio quando il locale è pieno, che obbliga ad alzare la voce.
Il fatto che la mezza porzione è piccola, più vicina a 1/3.
Il bollito il salsa verde: il maggior pregio della salsa verde era il suo colore, perché di sapore non è che ne avesse molto, le carni erano da 6 meno meno e c'era anche un pezzo di pollame, che non mi risulta faccia parte di quel piatto... ma potrei sbagliare.
Lo stinco di maiale al miele e birra: era secco e né la birra né il miele emergevano nel sapore.
Anche se i prezzi sono decisamente più bassi di quelli di Baccano, bisognerà meglio valutare le due proposte, perché la qualità dei cibi di Baccano mi è sembrata migliore.



Gennaro

“Ma perché a Roma non ci sono posti del genere?”. Ecco cosa avremmo detto se avessimo trovato il Porto Fluviale durante una vacanza in un’altra capitale europea. Invece no. Porto Fluviale sta a Roma e, per la tipologia di locale, potrebbe essere paragonato ad un diner americano dove puoi fare praticamente tutto (prendere un caffè + dolce, mangiare una pastasciutta, bere una birra al banco e stuzzicare un cicchetto, cenare con primo, secondo e contorno) in un ambiente open space. A me questa soluzione piace assai e quindi, anche considerando le cose che mi son piaciute e quelle che ho gradito meno (vedete sotto), per me è promossa!

Mi è piaciuto:
L'estetica. Si inserisce bene nel contesto post industriale del Porto Fluviale.
Bello il bancone (fa molto NY) e la zona "divano de casa" con poltrone e, per l'appunto, divani.
Il menu super articolato e che, con le porzione frazionate ed i cicchetti, permette una quantità infinita di combinazioni, anche se bisogna farci un po' l'abitudine (prendo due mezzi primi ed un quarto di secondo? O una carrellata di cicchetti ed un secondo pieno? Panico!).
Ravioli di ricotta, capperi, olive e broccoli: saporiti al punto giusto. 
Hamburger (Due Carni): carne succosa e saporita, dimensioni ok.
La composizione degli avventori è alquanto mista, cosa che evita al locale di essere bollato come un posto di questa o quella categoria sociale (radical chic, intellettualoide, alternative etc.).
La birra fluviale nel bottiglione del latte (quello che si vede nei film USA, per intenderci) è bella chiara, leggera e scende bene.
Prezzi assolutamente competitivi e non gonfiati causa novità o particolarità del posto.

Non mi è piaciuto: 
Ravioli di ricotta, capperi, olive e broccoli: porzione forse un po' piccola (faceva più pensare ad un terzo che non ad una mezza porzione).
Hamburger (Due Carni): nell'insieme il panino risulta un po' oleoso, forse a causa dei broccoletti ripassati al suo interno. Pane un po' scialbo, niente di particolare.
Il personale della cucina dovrebbe evitare di pulire i fornelli con l'aceto quando ci sono ancora ospiti onde evitare di intossicare i tavoli vicini alle porte della cucina (come è successo a noi).




Porto Fluviale
Via del Porto Fluviale, 22 (Piramide)
Tel. 06 5743199
Aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 2 di notte
Sito ufficiale




venerdì 11 gennaio 2013

Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo...

Titolo scontato per la nuova apertura più acclamata del 2012: Romeo, dalla premiata ditta Roscioli (quelli del forno e dell'enoteca a Campo de' Fiori) & Bowerman (la chef del Glass a Trastevere) & uno dei soci di Bir&Fud. Siamo nel cuore di Prati, che si conferma come centro nevralgico dei fermenti gastronomici romani, dopo i successi di Settembrini e le aperture del panificio di Bonci, di Splendor Parthenopes, di Quarto Burgers e non so cos'altro...



Il locale è splendido, molto curato nei dettagli e con grandi vetrate sullo sfondo che lo rendono poco romano: in effetti è un raro esempio di recupero industriale di una vecchia officina dell'Alfa Romeo (da cui il nome), come già fatto col Lanificio di Pietralata. Sui blog ne parlano tutti in maniera entusiasta (Gambero Rosso in anteprima e poi Dissapore, Puntarella Rossa, Tavole Romane, Scatti di Gusto ecc. ecc.), e quindi non potevamo esimerci dal testarlo anche noi di MagnaRoma...




La filosofia della gestione è la multifunzionalità, tipica di tutte le nuove aperture romane, probabilmente per massimizzare le entrate e l'ammortamento degli investimenti. Si può venire qui a pranzare o cenare, a fare colazione o un aperitivo, a comprare pane dolci formaggi e salumi, a mangiare panini espressi come dai classici alimentari o bei tranci di pizza alla teglia. In teoria questo ampio ventaglio di offerta potrebbe andare a danneggiare la qualità, ma la nostra visita non percepisce errori o problemi, salvo i prezzi orientati verso l'alto, per rientrare evidentemente degli elevati investimenti effettuati.




Il nostro pranzo è stato frugale e quindi dovremo tornare per recensire altri aspetti dell'offerta. Questa volta ci siamo concentrati sulla pasta: spaghetti aglio olio peperoncino e... panettone (una buona variante della più classica mollica di pane), ravioli al castelmagno zucca e nocciole, e spaghetti con pomodorini ricci di mare e caffè (non pervenuto quest'ultimo). Tutto buono, in porzioni non micragnose e ben presentate, sebbene un paio di forchettate in più non avrebbero guastato. Prezzi tra 11 e 16 euri, leggermente eccessivi i piatti più costosi. Meno convincente il piatto di formaggi, non particolarmente memorabili e non descritti dalla cameriera, accompagnati da un solo intingolo.



Poi direttamente i dolci: fonduta di cioccolato, latte e Gentilini, Mont Blanc rivisitato: anche qui tutto buono, piccolo ma buono, e anche qui i 9 euri sono forse un tantinello troppi, sebbene accompagnati da tre assaggi di piccola pasticceria aggratis (fudge di cioccolato bianco, gelatina di cassis e madelaine). Pane e pizza ottimi, ma era difficile sbagliare in questo per i Roscioli :-) ...di fatto stiamo parlando di una vera e propria succursale in Prati dello storico forno del Centro! Però a mio avviso sono illogici i prezzi di ogni cestino di pane, come anche delle bottiglie di acqua e dei caffè, tutto a tre euri.



Conto finale sui 26-28 euri. La qualità fa dire che è decisamente da tornarci, quantomeno per completare l'analisi dell'offerta, certo non è un posto da frequentare abitualmente!

Romeo chef & baker
Via Silla, 26a (Prati)
Tel. 06 32 110 120
Sempre aperto dalle ore 9 alle 24
Sito ufficiale


giovedì 10 gennaio 2013

Baccano


Domenica 6 gennaio, girando per saldi, al carbone dell'epifania abbiamo preferito provare Baccano, in Via delle Muratte, per capirci quella strada extra turistica che collega Fontana di Trevi, taglia Via del Corso, attraversa Piazza di Pietra e arriva al Panteon.


Il locale è stato aperto prima dell'estate 2012 e ne parlano veramente in tanti: speranzoso gamberorosso, malissimo dissapore, come presentazione il corriere, abbastanza bene puntarella rossa che comunque fa qualche critica nonostante sia stato riconosciuto e salutato dallo chef, entusiasta cheap&spicy cui il direttore in persona ha offerto un bicchiere di spumante (chissà se avrà influito nel giudizio).



Entrando si respira un'atmosfera da grande bistrot parigino, con il bancone del bar, i divanetti, il pavimento a mosaico, le vetrate (al posto della terribile moda italiana di mettere tende oscuranti su qualunque fonte di luce solare), ma per fortuna i tavoli non sono minuscoli come spesso nella ville lumiére.



Eravamo due, l'accoglienza è attenta e cortese, subito si viene accompagnati al tavolo ed acqua e pane arrivano velocemente; da segnalare una pecca: la bottiglia d'acqua servita è da mezzo litro e costa 2,5 euri... come direbbe un francese un vol a main arméé. 


La presentazione del tavolo è semplice e curata, il cameriere arriva quasi subito per l'ordine e anche per le pietanze il tempo d'attesa è congruo. 
La presentazione dei piatti è bellissima, il mio ossobuco (molto buono) era accompagnato da un puré con patatine croccanti, rametto di timo, una mora gigante e ribes rosso e devo ammettere che provarli insieme fa capire cosa si possa intendere per accostamento fantasioso e perfettamente riuscito. 




L'hamburger (saporito come ci si aspetta) è stato cotto medio (come richiesto) ed era accompagnato da patatine fritte, anello di cipolla impanato e cicoria ripassata (buona).



Fa piacere poter mangiare pietanze di buona qualità in una delle zone più turistiche di roma, è un vero peccato che le stesse si siano rivelate un poco pesanti, infatti la digestione è durata oltre il normale.
Il conto non è a buon mercato ma nemmeno salatissimo: servizio e pane 3€ (...), mezza acqua panna 2,5€, ossobuco 17€, hamburger 16€ e caffé 4€ (mizzega 4€, la prossima volta non ci casco), peccato che l'acqua non me la posso portare da casa.


Baccano
Via delle Muratte 23 (Fontana di Trevi)
Tel. 06.69941166
Chiuso mai



lunedì 31 dicembre 2012

Porto Fluviale

Oggi facendo una passeggiata da Garbatella verso il mercato bio alla Città dell'altra economia siamo passati davanti a Porto Fluviale il nuovo locale aperto il 12-12-12 in Via del Porto Fluviale all'Ostiense.
Ne parla in anteprima Puntarella Rossa che descrive attentamente tutti i 979 metri quadri del locale, così come Scatti di Gusto o ancora Soul and Food e infine Dissapore che presenta anche qualche piatto.
Volendo si può anche seguire la loro pagina di fb.



Porto Fluviale è uno di quei locali di nuova generazione (un po' tipo Sorpasso), in cui si può andare già dalla colazione e sino al "dopo teatro", infatti è aperto dalle 10.30 del mattino alle 2 di notte, è vicino alla Piramide e dunque al quartiere Testaccio, come anche al Teatro India e al Rising Love e non lontano dal Teatro Palladium.




Eravamo due, siamo stati nella parte pizzeria (vedi la descrizione di Puntarella Rossa) abbiamo optato per un menù a buffet e una focaccia bianca con culatello e burrata: la pasta della pizza è buona (voto 8), però il culatello e la burrata a nostro avviso potevano essere migliori, diciamo che erano dal 6,5 mentre mi sarei aspettato quantomeno una parità con la qualità della pasta. Il culatello era purtroppo anche un poco secco.
Coté buffet, a nostro avviso non vale la pena, i piatti qualitativamente sono da tavola calda, purtroppo anche unti e difficili da digerire.
Come primi abbiamo provato una lasagna veg (nulla di che), uno sformato di cavolfiore (saporito), penne alla bolognese (saporite, scotte) e agnolotti ai 4 formaggi (buoni gli agnolotti, sufficiente il sugo).


  
Come secondi e contorni mini porzioni di fettina alla milanese (fredda, sufficiente), vitel tonné (tagliato troppo alto, molta maionese, poco tonno, buoni i capperi ma nel complesso non soddisfacente), caponata di melanzane (poco saporita), cicoria (sufficiente), ricotta (buona, sembrava però zuccherata), fior di latte (nella media).
Dolci talmente poco interessanti che pur essendo golossissimi, abbiamo optato per la macedonia (non un granché pure lei).
Infine acqua microfiltrata (2€!!!) e caffé (normale).

Promosso a pieni voti il lato estetico del locale (veramente bello e non rumoroso), servizio da mettere a punto, cucina da rivedere.






Proveremo il lato trattoria (che offre interessanti porzioni intere, 1/2 e 1/4) e il lato caffè molto attraente con le sue grandi poltrone.

Porto Fluviale
Via del Porto Fluviale, 22 (Piramide)
Tel. 06 5743199
Aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 2 di notte
Sito ufficiale




martedì 3 gennaio 2012

La Cucina nel Lanificio

L'abbiamo già citato quel tratto della via di Pietralata pieno di curve e senza marciapiede, verso lo sbocco sulla Nomentana, dove si susseguono gli arrosticini proletari dei Quinzi, la superbia di Mejo de Betto & Mary, l'azotemia di Bistek, la tradizione del Gallo Rosso e l'itticismo di Fish Market.




Ora torniamo a parlarne perchè da poche settimane si è installato al piano terra della factory art (ecchedè?) "Lanificio 159" il ristorante "Lanificio Cucina" (eh già, come sbagliarsi...). Il Lanificio è uno spazio multifunzionale che ospita corsi di danza, eventi, mercatini ecc. e che sorge al posto di un vecchio stabilimento industriale affacciato sull'Aniene e che già aveva dato grandi soddisfazioni a noi gastrofanatici (nel senso che se magnamo di tutto): era la mitica location del cornettaro con il montacarichi nei luccicanti anni 90!




Oggi è un pezzo di New York o di Londra trapiantato nel Quinto Municipio: ingresso rigorosamente post-industriale e minimalista (cercate la "Carrozzeria Gigliotti"...), arredamento ricercatamente vintage, una enorme vetrata aperta sull'Aniene (ma a cena si può solo intuire visto che manca qualsiasi illuminazione esterna) e tre piani sfalzati che ampliano e movimentano il locale. Per un book fotografico vi rimando qui, ma di sicuro l'atmosfera è molto molto bella, e insolita per una città pigra e allergica alla modernità come Roma. Diciamo che ricorda un po' Necci per il menu, il nuovo Propaganda Caffè per l'arredamento e il Pastificio per il contesto.




Ecco, appunto, il menu. Su un semplice foglio il fronte mostra 6-7 proposte per antipasti, primi, secondi e dolci, mentre il retro presenta una trentina di vini principalmente biologici e naturali. Dopo aver scelto un buon Borgogna bianco (ma mi è rimasta la curiosità dell'Alsazia, sempre bianco), il problema giunge con i piatti del giorno, che sono quasi più di quelli in carta e si fa fatica a orientarsi bene. Comunque decidiamo di partire con 4 antipasti, ossia una vellutata patate porri e lenticchie (talmente abbondante che sembra più una zuppa che uno starter), una parmigiana di zucchine (leggera ma poco saporita) e un paio di flan di cipolle (buoni e gustosi).




Proseguiamo con i primi, tutti particolari e piaciuti molto: rigatoni con una crema di broccoli e roquefort, fettuccine al baccalà e i miei tortellini con sugo di piccione e castagne. Come secondi, nonostante interessanti proposte di carne, ci siamo rivolti verso la spigola in crosta di patate (molto buona), il baccalà con le verdure e un carciofo alla romana. Come dolce ha spopolato la mousse di ricotta ai cachi, fatta bene, insieme a un gelato di crema con mele cotte alla cannella che, nonostante la prima impressione ospedaliera, si sono rivelate gustose. Per finire, anche dei caffè al bicchiere ben fatti.




Al momento della dolorosa c'è invece un piccolo appunto da fare: sul tavolo è arrivato un conto, sia pure su ricevuta debitamente timbrata, che riportava solo il totale di 150 euri tondi tondi, senza alcuna specifica dei singoli costi; ora è vero che da un rapido calcolo il prezzo era corretto e anzi forse un tantinello scontato, però per trasparenza sarebbe preferibile avere un riepilogo completo. Nell'insieme non sarà un menu soprendente o particolarmente estroso, ma si mangia bene, in un bel posto, con un servizio attento, a prezzi contenuti (meno di 40 euri a persona). Rischia seriamente di diventare uno dei miei preferiti...




Lanificio Cucina
Via di Pietralata 159 (parcheggio interno)
Tel. 06 4501384 - 347 1809123
Sempre aperto, a pranzo e cena
Niente sito, ma pagina FaceBook
Le recensioni di Via dei Gourmet, Puntarella Rossa e TripAdvisor

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giovedì 27 ottobre 2011

Un Salotto senza andare da Ikea

Se guglate insieme Salotto + Ikea usciranno come risultati tutti i mobili svedesi per la vostra casa... se invece specificate "Salotto Culinario" troverete un ristorante strano, proprio vicino a Ikea Anagnina, dentro quello che con un po' di sana modestia viene chiamato "Castello Peroni" anche se non c'entra nulla con la birra: sì, quella costruzione super trash a sinistra della Tuscolana subito dopo il raccordo, sì quella :-)
Dentro però è un altro mondo: il giovane chef Adriano Baldassarre, dopo l'esperienza a Zagarolo, si sta man mano avvicinando a Roma, e prima di atterrare al centro (via Nazionale angolo via Milano...) si è fermato per ora - fortunatamente per noi abitanti del decimo municipio - all'altezza del grande raccordo anulare che circonda la capitale!

Perchè trova spazio dentro MagnaRoma? Perchè sebbene costoso non è inaccessibile, e mantiene un'attenzione alla cucina e ai prodotti romani molto ma molto interessante. Da un lato, infatti, i menu degustazione stanno sui 35-45 euri vino escluso (ma a pranzo si scende vertiginosamente a 13! - oddio, ma quale motivo dovrebbe spingere uno a pranzo a stare dalle parti di Anagnina?), e dall'altro lato frutta e verdura arriva dal mercato di Grottaferrata, il pesce da Anzio e salumi/formaggi da Dol a Centocelle, con una filosofia di attenzione al territorio e di km 0 che fa piacere.
Ieri sera, dopo aver parcheggiato ai piedi del Castello (scusate, mi fa troppo ridere sta costruzione...) siamo entrati nel Salotto deserto (causa giornata di campionato infrasettimale) che si è via via riempito ma poco e con lo sfondo delle grandi vetrate e dei grandi refrigeratori per il vino ci siamo seduti e abbiamo scelto di disdegnare i menu e provare invece gli antipasti più celebrati nella blogosfera: le polpette di coda alla vaccinara (sublimi, morbide e saporite) e il cannolo di burrata (un po' slegato, ma ottima consistenza - si dice così?).

Subito dopo due primi diversi: io gli spaghetti con alici e pangrattato e lei la gricia, entrambi ottimi e in porzioni corrette (non da nouvelle cuisine, e senza piatti enormi con due fili di pasta dentro!). Infine due dolci: io un fondente al cioccolato eseguito alla perfezione con un netto contrasto tra l'interno liquido e la copertura friabile, e lei un semifreddo con albicocche, mandorle e caramello salato giudicato molto ma molto buono. Quasi 50 euri cadauno (compreso un bicchiere di vino e di passito per me) e passa la paura! Rapporto qualità/prezzo favorevole, la qualità c'è e si sente.
Almeno quattro note di merito: l'ambiente è bello, moderno ma nientaffatto freddo; il menu è semplice, con nomi brevi e chiari ma non fantasiosi e la descrizione di tutti gli ingredienti del piatto (la pasta, per dire, cominciava con "farina 00, uova, ..."); la pasta, appunto, è fatta in casa; il servizio è attento, rapido ma non invadente, e anche lo chef viene in sala a informarsi o a proporre. Totalmente consigliato, e sbrigatevi finchè c'è Baldassarre :-(
Salotto Culinario
Via Tuscolana, 1199 (Anagnina)
Tel. 06 72633173
Chiuso la domenica, e anche lunedì e sabato a pranzo
Sito ufficiale
Le recensioni di Scatti di Gusto, Via dei Gourmet, Italian Linguini e del Corriere.

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lunedì 8 agosto 2011

Sorpasso e controsorpasso

M'hanno rubato l'idea: nei miei vaneggiamenti gastronomici ho sempre pensato di gestire un locale aperto dalla mattina alla sera con varie configurazioni (colazione, pranzo, merenda, aperitivo, cena, dopocena), con un bel bancone oltre ai tavolini, con la vendita anche al dettaglio dei prodotti in menu, e con elementi di design che attirano gli avventori (si dirà ancora così?), in modo da creare un ambiente tra il nordeuropeo e il catalano. Beh, c'è già (da poco) e non so se l'emoticon da usare è :-( per i miei sogni di gloria (gastronomica) o :-) per le mie necessità di lavoratore di Prati.

Si chiama Sorpasso, sorge proprio di fronte al mercato dell'Unità ed è lo spin-off della vicina enoteca Passaguai, omaggiata dal Gambero Rosso con 2 "bottiglie". Rispetto al progenitore è più ampio e soprattutto con la cucina, ma quello che colpisce favorevolmente è sia l'attenzione all'arredamento sui toni del legno e del bianco, sia il tentativo riuscito di avvolgere i clienti con i sapori, con il salumaio che affetta le specialità della casa all'ingresso e le bottiglie di vino o bibite (Paoletti!), ma anche salumi e formaggi e conserve sugli scaffali. Per mangiare la scelta è tra un bancone non troppo ampio ma con alcuni sgabelli che permettono di evitare di sedersi tristi a un tavolo da soli, oppure la sala interna con ampi finestroni sulla cucina a vista, tavoli spaiati (è molto trendy e cool) e soprattutto un grande lucernario che chiude quello che era un cortile interno regalando la vista sui panni stesi dei piani superiori!


Capitolo cibo: coi colleghi di lavoro, prima di abbandonare l'ufficio per le meritate e sudate vacanze, insieme a pane di diverso tipo (buono), abbiamo preso due taglieri di salumi e formaggi non enormi ma comunque neanche costosi (9-10 euri cadauno), dove tra l'altro troneggiavano, sebbene rapidamente spazzolati, la cecina de leon (bellamente ignorata nei miei numerosi viaggi ispanici), la lonza di mangalica (che taglio di animale!) e il piacentino ennese. Poi ottimi e molto sostanziosi (oltrechè convenienti, a 7 euri) i tortini con patate tomino zucchine e parmigiano, nonchè una tagliata di manzo al sangue che si scioglieva in bocca (lo so, ho cercato per 10 minuti un'espressione meno ritrita ma non l'ho trovata, abbiate pazienza!). Volendo, ci sono anche i trapizzini inventati da 00100.


Ho paura che diventerà uno dei miei posti preferiti: così abbiamo speso poco meno di 20 euri, con un rapporto qualità/prezzo notevolissimo, ma non saprei se a cena i prezzi salgono. In ogni caso, è frequentabile anche in altri momenti della giornata, sul modello di Necci al Pigneto, e questo è molto ma molto interessante, tanto più in un quartiere poco accogliente come Prati a meno di non essere turisti da spennare.


Sorpasso
Via Properzio 31 (Prati)
Tel. 06 89024554
Aperto dalle 7 di mattina alle 2 di notte (almeno così dicono...), chiuso domenica
Sito ufficiale

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