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martedì 13 novembre 2012

Casa Coppelle, "tu me fais tourner la tête..."



Riceviamo dalla nostra nuova collaboratrice free-lance Madame (che dovrà imparare presto a inserire direttamente lei i post...) una recensione in linea col suo nickname :-)



Edith Piaf sintetizza perfettamente l’atmosfera romantica (e disneyana?!?) che si respira a Casa Coppelle. Non c’è da stupirsi se Madame propone come suo primo post un ristorante italo-francese... garantisco però di recensire e consigliare quanto prima anche una tradizionale trattoria romana o perché no un paninaro!

Il locale è un po’ buio e il conto, ahimè, un po’ salato ma quanno ce vo’, ce vo’!! Ammetto di non aver mai assaggiato il lato romano della cucina ma di aver sempre optato per quello francese, non chiamatemi snob! ;)

L’ultima volta ho preso due antipasti: il primo dei due una Tarte tatin de légumes avec sauce au pestou (Tarte tatin di verdure con salsa al pesto) davvero deliziosa e ben presentata (anche l’occhio vuole la sua parte!!.Il secondo antipasto era un Mille-feuille croquant de pate fillo avec foie gras, figues confites et mousse de foie gras... a voi la traduzione!


Non ho assaggiato invece personalmente Il filetto in sfoglia con tapenade di olive nere ma mi è stato assicurato essere gustoso e la carne di ottima qualità!

Per finire in bellezza ho preso, per gola più che per fame, un’Ile flottante avec crème anglaise et caramel, che tradotto letteralmente “isola galleggiante” non si può proprio sentire..perde tutta la sua poesia! L’ile flottante è una sorta di meringa soffice, di cui ho scoperto andare ghiotta da bambina!


Una cena costa mediamente sui 40€ ma ne vale la pena!
Au revoir


Casa Coppelle
Piazza delle Coppelle, 49 (centro)
Tel. 06 / 68 89 1707 - Cell. 338 / 681 05 85
Aperto pranzo e cena - Chiuso lunedì

lunedì 4 giugno 2012

Il sapore dell’Upper-East Side a Roma

Dalla nostra inviata a Manhattan, Jules!

A pochi passi dalla nuova stazione della metro B1 Annibaliano è nato un punto di ritrovo dove basta aprire gli occhi per sentirsi parte dell’elite di Manhattan...

Torte alte 15 cm ricoperte di crema al formaggio e granella di zucchero colorato, apple pies che sembrano uscite dalla cucina di nonna papera (servita però decisamente troppo fredda e senza l’indispensabile pallina di gelato alla vaniglia) e l’accogliente profumo di pancakes. Da un lato un bancone con le specialità del mondo anglosassone sapientemente sistemate e dall’altro 4 file di tavoli bianchi dove la clientela, per lo più ragazzine alla moda e con l’I-pad a prova di “twit”, si può sedere e gustare un buon “Americano” (una rarità per Roma).

Sabato e domenica Brunch e la fila la dice lunga sulla qualità di bagels e uova strapazzate (o scrumbled eggs come è più cool dire in un locale del genere). E sia che voi scegliate di ordinare un uovo alla “Benedict” o un piatto di “Meatballs Spiedini”, riceverete una caraffa di succo d’arancia. Tutti i giorni invece potrete immergervi nella cultura anglosassone ordinando per pranzo o per cena un “Club Sandwich” servito con croccanti french fries o scegliere una fra le varie insalate proposte fra cui la celeberrima revisitazione capitolina dell’insalata made in NYC per eccellenza: la “Cesar Salad”. Se invece decidete di andare a prendere “a tea with the gurlz”, potrete scegliere fra una buona varietà di infusi: dal natalizio “Christmas Tea” (con cannella, arancia e anice stellato) al seducente “Caldo Abraccio” (con uva passa, papaya e molto altro ancora al suo interno). Per accompagnare il tè potrete scegliere fra l’altro la classica fetta di “Carrot Cake” o l’altrettanto classico fragante “Cookie”.

Ciò che colpisce di più però non è la qualità del cibo ma il clima che si respira. I piccoli muffins della bakery romana ancora troppa strada devono percorrere per raggiungere la qualità di quelli di “caffè nero” o di “starbucks” ma l’ambientazione è decisamente degna di nota (un perfetto mix fra l’old-style britannico, la parigina Ladurée e la cucina di Martha Stewart). Gli I-pad sistemati lungo le pareti a strisce verticali verdi e bianche danno quel senso di contemporaneità hi-tech ad un ambiente sobrio e fresco sul quale i proprietari hanno evidentemente investito. L’immagine più bella? Un giovane prete con barba incolta e cuffie da Dj che ordina un americano take-away prima di salire sull’autobus con la sua coffee cup con la scritta “L<3ve your mug”.


Grande pecca la chiusura settimanale, decisamente poco international. Prezzi medio alti: 2 fette di torta e 2 Americani 12€; 2 NY bagels e due bicchieri di succo d’arancia 13 €... ma del resto si sa: la vita nell’Upper East Side non può essere economica!


Bakery House Roma
Corso Trieste 157 b (piazza Istria)
+39 06-94377841
Dal Martedì al Venerdì 8:00/23:00 - Sabato e Domenica 9:00/19:30 - Lunedì chiuso
Sito ufficiale
Se ne parla su Tavole Romane, Nessun Dove e Pici e Castagne

venerdì 18 marzo 2011

Alfonso Cuscus: molto fast e molto food

Era parecchio tempo che volevo provare il cuscus di Alfonso, storico locale specializzato in questo alimento con due sedi, una nei pressi di piazza Fiume (l'Alfonso originale, proveniente da Tripoli) e l'altra al quartiere Africano (Alfonso II). Ora, un coupon acquistato su Groupalia, sebbene lo sconto effettivo sia minore a quanto propagandato, ha rappresentato l'occasione per andarci, il giorno molto piovoso del 150°. Tra parentesi, vorrei anche partecipare al Cuscus Fest di San Vito Lo Capo, dove non sono mai stato: si accettano adesioni!


Ma torniamo "in topic". Siamo a due passi dal Macro e a fianco alla Birreria Peroni già degnamente recensita. Il locale è colorato, con alcune maioliche mediorientali che però non sono sufficienti a dare un'atmosfera effettivamente esotica. La specialità è anche l'unica cosa cucinata: qui si viene solo per mangiare cuscus, e nient'altro, con un menu fisso di 20 euri (anche take away) con l'unica variante di un fantomatico cuscus di pesce che on-line qualcuno fissa al venerdì (insieme alla danza del ventre) e qualcun'altro definisce "su ordinazione".




Noi abbiamo cominciato con un antipasto di pita araba con hummus, baba ganush e tonno marinato, fuori dal menu ma compreso nel nostro coupon. Immediatamente dopo arriva una cofana di cuscus, molto abbondante (eventualmente se ne può richiedere altro, se finisce) con 4 diversi condimenti, due di carne e due vegetali: brodo vegetale con ceci carote ecc., fagioli al cumino e polpette, fagioli con spinaci e vitella, patate in salsa piccante (molto piccante!). Per completare il pasto, una piccola insalata di verdure, un microscopico ma molto buono dolce alla mandorla e un classico bicchierino di the arabo alla menta (che qualcuno on-line ha scambiato per un amaro... annamo bene!). Il tutto in 1 ora scarsa, con le portate che si susseguono una dopo l'altra senza soluzione di continuità.




In definitiva, si mangia molto perchè il cuscus è sostanzioso, e si mangia rapidamente perchè è tutto già pronto, ma manca quel qualcosa in più che lo fa ricordare, sia perchè non c'è scelta sia perchè il cuscus non è memorabile, e per un locale che fa solo questo non è una pecca da poco. Per dire, il cuscus integrale della Palestina in vendita nelle botteghe equosolidali è molto più profumato e appetitoso. In effetti, sembra più un locale dove andare a pranzo per un pasto cucinato ma veloce, alternativo ai tristi bar o pizzerie della zona.


Da Alfonso Cous Cous
Via Brescia, 23 (piazza Fiume)
Tel. 06 97612215
Chiuso domenica
Venerdì e sabato danza del ventre

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lunedì 7 marzo 2011

Bollywood, curry e samosa: è Tiger Tandoori

Un pezzo di India trasportato in mezzo al Pigneto, nel tratto poco affollato di fronte ai lavori della metro C, tra locandine di Bollywood, piatti di curry e tandoori, e fritti vegetali. Il Tiger Tandoori è tutto questo, a cura degli stessi proprietari della neosteria Necci e del nightclub Micca, che hanno creato un bel locale con pareti colorate e grandi vetrate, prodotti e libri in esposizione, camerieri e cuochi indiani e cornici dorate. Si mangia al tavolo o anche takeaway.


Domenica sera, dopo aver visto un gran film all'Aquila (il Cigno Nero, con atmosfere dark e scelte registiche che meritano gli 8 euri cadacranio) e una passeggiata sull'isola pedonale coi negozi chiusi :-( ci siamo diretti al Tiger, ci siamo arrampicati sugli sgabelli (ci sono 3 tavoli alti, gli altri sono normali), abbiamo studiato il menu colorato e ricco, e abbiamo fatto la nostra scelta: io un menu completo vegetariano (shakahari) con fritto misto (patate, zucchine, carote e cipolle) stuzzicante e buono + piadina con purè vegetale (ovviamente) non ben identificato + riso biryani con verdure + zuppa di lenticchie al coriandolo + dolce a scelta (per me il gelato al pistacchio non indimenticabile). La mia metà invece ha optato (!) per i samosa ripieni di patate piselli e coriandolo, una focaccia tradizionale (bhuna) ripiena di qualcosa... e per il riso basmati con curry di pollo, concludendo con un dolce al cucchiaio di mango e mascarpone.


Direi meglio alla carta che il menu combinato (ma il menu piccante meriterebbe un approfondimento...), comunque molto sostanzioso in un ambiente simpatico a prezzi contenuti: in tutto con 4 birre alla spina (delirium + stella artois) abbiamo pagato 46 euri. Non sarà filologicamente perfetto, ma ci si può stare :-)


Tiger Tandoori
Via del Pigneto 193
Tel. 06 97610172
sito ufficiale (c'è solo il menu...)

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giovedì 24 febbraio 2011

Un cubano sui Sette Colli

Riceviamo dalla nostra neo collaboratrice Monica il resoconto di una serata tutta al femminile e volentieri pubblichiamo :-)

Ieri sera ho avuto il piacere di riassaporare (non è la prima volta che ci vado) i piatti cubani del ristorante El Cubano sull'Appia Nuova. Il locale è piccolo e l'arredamento è semplice. Promossa l'accoglienza e il servizio ai tavoli che è piuttosto rapido anche se... ragazzi questo è un piccolo pezzetto di Cuba! Per cui, se decidete di andarci, mettetevi in testa che l'atmosfera che troverete è di quelle rilassanti e che vi godrete una piacevole serata gustando pietanze nuove e ascoltando musica (non dal vivo) tipiche della tradizione cubana.

Io e le mie amiche abbiamo cominciato con un "entrante" misto che comprende crocchette di patate ripiene di carne, banane verdi fritte e yuca fritta. In più (non compresa nell'antipasto) abbiamo ordinato di nuovo la yuca (prima ho omesso di dirvi che trattasi di un tubero) questa volta condita con il mojo e cioè un condimento a base di aglio e limone. Tutto buonissimo! A seguire io e Chiara abbiamo optato per un pollo alla barbacoa e cioè il pollo cotto con burro e soya. Il risultato è che vi mengerete una pietanza moooltoooo tenera e gustosa... Mentre Manuela e Francesca hanno scelto un ottimo picadillo che sarebbe un piatto di carne macinata con pomodoro, spezie e olive. Descritto così non rende l'idea, quindi vi suggerisco di andare dal Cubano e di assaggiarlo (il picadillo...) personalmente! Tutti i piatti sono stati accompagnati da riso bianco (da chiedere sempre!).

La nostra cenetta si è conclusa con un dolcetto cubano, esattamente la guayaba (dolce che prende nome dal frutto esotico con cui è stato fatto), con philadelphia (una piccola porzione del famoso formaggio è posizioanto accanto al dolce), e anche se i cubani non sono famosi per i dolci, devo dire che non era niente male. Dimenticavo...prima di andarcene non ci siamo fatte mancare un buon bicchierino di rum! Il tutto per 17,50 euro a testa. By Monica

El Cubano
Via Siderno 50 (Statuario - Quarto Miglio)
Tel. 06 7180139
Chiuso mercoledì

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venerdì 31 dicembre 2010

Ristorante Birreria Peroni - sorelle Mizzoni

Il 4 dicembre ha riaperto il Macro e, sfruttando l'entrata gratuita, siamo tornati a visitarlo. Le mostre interne non sono male (ma preferivo quelle della temporanea apertura precedente) e la struttura è bella, soprattutto la parte nuova.

Uscendo cercavamo un posto dove mangiare qualcosa e siamo capitati alla Birreria Peroni delle Sorelle Mazzoni. Per capirci non la Birreria Peroni che (quasi) tutti abbiamo in testa a Piazza Santi Apostoli, ma un'altra. Gestita da tempo immemore dalle sorelle Mizzoni, simpatiche signore d'altri tempi, entrando nel locale sembra di tornare indietro nel tempo: tavoli grandi e molti habitué (di quelli che sembrano avere il loro tavolo di riferimento e che si sentono in famiglia) nonostante fosse sabato sera. Muri scuri con ghirigori color oro, un locale antico, abbastanza ben tenuto, sembra non sia cambiato negli ultimi 30 anni.



Eravamo 2, abbiamo preso:
- 2 antipasti: misto salumi (lonza, prosciutto di montagna, pancetta arrotolata, salame e salame di cinghiale) e acciughe con cipolla rossa e burro, entrambi buoni da mangiare con i pani, tra cui quello di segale nero;
- 2 secondi: wurstel bianco con crauti e patatine e canederli con crauti;
- 1 birra peroni gran riserva media (volendo c'è la grande che ormai è sparita dalle birrerie romane) e acqua.

I sapori sono buoni senza sconvolgere il palato, il servizio cortese e attento, non c'è burdello e tutto sommmato non costa neppure tanto. Se ci si trova in zona, può essere una buona alternativa.


Birreria Peroni - Sorelle Mizzoni

Via Brescia, 24-32 (Porta Pia)
06.8548155
Lunedì chiuso

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giovedì 7 ottobre 2010

El Puerto Latino

Non l'abbiamo scoperto noi, non vogliamo attribuirci meriti che non abbiamo, ma "El Puerto Latino" si candida fortemente a diventare il nostro locale preferito per una serata gastro-etnico-musicale al Pigneto... E' più facile dire cosa non è: non è un pub, non è un take away, tantomeno un ristorante. E' un buchetto di 5 metri x 5 sotto il piano stradale, di fronte al Cinema Aquila (tenete d'occhio la programmazione) e a fianco alla fermata del 105, dove scendendo alcuni gradini si trova una cucina di pesce dominata da Carlitos, un angolo di cocktail cubani, 2 o 3 musicisti andini e un gruppo di peruviani che conoscono Roma meglio di molti romani.



Si mangia solo "ceviche" (e che sarebbe 'sto ceviche? beh, in pratica il piatto nazionale peruviano), ovvero pesce marinato insieme a polpo, calamari, gamberi e cozze e serviti in un bel piattone quadrato con patate, patate dolci, mais, lattuga, coriandolo, cipolla, lime, peperoncini sudamericani (ma evitate accuratamente di mangiarli interi, nella scala di piccantezza quelli calabresi sono 1 e questi 1000...) e forse un'altra decina di ingredienti indecifrabili. Ma non basta: questa fracca di roba viene legata con il "leche de tigre", un sughetto bianco che sa di zenzero ed è fatto con l'acqua rilasciata dalle cozze, aglio, latte, sedano e qualcos'altro. L'unica cosa che potete chiedere a Carlitos è se volete il ceviche di solo pesce oppure quello misto con i frutti di mare...



E' una preparazione notevole, che avviene sotto i vostri occhi passo dopo passo, e vi assicuro che è il migliore che abbia mai mangiato (vabbè, è anche l'unico...). C'è anche riso e la patata dolce, ma qui ci si viene per il ceviche, e nient'altro. In compenso, un cubano simpatico e chiacchierone fa ottimi cocktail, tra cui una piña colada degna di menzione speciale, ma anche un bel gin fizz che accompagna egregiamente il pesce. E dopo le 20,30-21 scatta la musica andina e cubana, tra cui Guantanamera e Hasta Siempre Comandante Che Guevara.



Il ceviche costa 11 euri e sazia abbondantemente; al massimo potrete aggiungere una ciotola di riso se avete ancora uno spazietto libero nello stomaco, ma ne dubito! Cocktail tra 5 e 7 euri, oppure birra peruviana, o anche vino bianco argentino a 3 euri al bicchiere.



El Puerto Latino
Via L’Aquila 31b (Pigneto)
Tel. 331.8326538
Sempre aperto a cena e dopocena, fino a tardi
Niente sito, ma pagina su FaceBook

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Photo Credits: GiòMarascoAgency

giovedì 21 gennaio 2010

Ethio Fasil - Ristorante Etiope

Ho scoperto un ottimo ristorante Etiope al Pigneto.

Un sabato, facendo la spesa all'Altra Economia di Testaccio mi son messo a parlare col ragazzo del banco frutta e verdura (buona e non cara tra l'altro) che tra le varie cose mi da questo indirizzo, un po vago tra l'altro (quando prendi la casilina dal ponte della ferrovia è nella prima strada a sinistra), contro mano tra l'altro.

Cerco su internet e trovo poco, ma mi accorgo che allo stesso indirizzo risulta l'Ass. Cult. Etiopia in Italia. Infine trovo questo commento: "Al Pigneto invece, a via Grosseto, regna ‘Ethio Fasil’ il ristorante etiope dell’istrionico Mamush. Le sue ingera sono fra le più prelibate di tutta la Capitale, ma il suo asso nella manica è il kitfò, la steak-tartare degli etiopi, un piatto sublime".



Andiamo in 4. Abbiamo preso un piatto misto per 4, di fatto di base c'è l'ingera (un pane piatto tipo piadina ma più morbido e leggermente acido) con sopra carne e verdure cotte. L'ingera si usa anche per mangiare, se ne taglia un pezzettino e si prende con quello il cibo. A me piace mangiare dallo stesso piatto con gli altri amici, mi da un senso di socialità.

Dunque ingera per 4 con carne e verdure (entrambi buoni buoni, magari potevano metterci qualche verdura in più), 1 acqua, 2 birre 66cl, 39€ totali. Il posto è semplice ma proprio per questo bello e interessante. Ci sono anche molti etiopi, segno che la cucina incontra anche il loro gusto.



Ethio Fasil
Via Grosseto, 5 (Pigneto)
Chiuso Lunedì
Aperto pranzo e cena
tel. 346 2234659 - 327 7831103

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martedì 21 luglio 2009

Prossima fermata: Shawarma Station

Un po' di anni fa, quando avevo voglia di mangiare un bel kebab (o döner, o shawarma), dovevo aspettare di rientrare in Germania, paese che si dice abbia dato i natali al panino così come lo conosciamo noi (i turchi di Berlin Kreuzberg). Da un po' di tempo a questa parte invece lo spiedo rotante è riuscito anche ad imporrsi nel panorama culinario italiano il quale, a causa della sua forte tradizione e grande varietà, è più ostico quando si tratta di dover accogliere gusti e pietanze estranee alla dieta mediterranea nostrana.

Ad ogni modo, che piaccia o non piaccia ai tradizionalisti italici, la quantità di kebabbari a Roma è esplosa ed è possibile trovarne uno quasi ad ogni angolo della città, spesso integrati nelle tradizionali pizzerie al taglio. Molti di noi hanno quindi un kebabbaro di riferimento, ritenuto, a torto o a ragione, "il migliore" della città", ma visto il quadro decisamente disorientante, noi della "sezione internazionale e multiculturale" di Magnaroma non vogliamo lasciar soli i nostri lettori e intendiamo fornire un'altra delle nostre solite indicazioni doc.

Trattasi di Shawarma Station, take away libanese in pieno centro nelle immediate vicinanze di Santa Maria Maggiore. Menù ricco e variegato che vede ovviamente la presenza del shawarma (nel piatto oppure arrotolato nella tradizionale piadina araba), degli falafel e del hummus, così come di tante altre cose (buone) di cui ignoriamo il nome, come per esempio uno spezzatino di fegato che non abbiamo ancora assaggiato, del riso speziato con mandorle, rotoli di foglie di vite ripiene nonché il classico pollo arrosto e patatine fritte.

Pietanze decisamente abbondanti e saporite e prezzi assolutamente accesibili e competitivi. Il locale è molto semplice: un lungo bancone all'ingresso, gestori molto cortesi e simpatici (se state in fila e siete fortunati vi offrono un falafel per ingannare l'attesa), clientela molto variopinta che vede la presenza di arabi vari, turisti americani e romani stanchi della solita pizzetta, e una volta superato l'ingresso si trova una sala con alcuni tavoli e posti a sedere.

Ah, se in queste serate calde d'estate pensate di rinfrescarvi accompagnando lo shawarma con una bella birra, attenzione: il locale è rigorosamente no alcohol! In alternativa optate per l'Ayran, la tradizionale bevanda allo yogurt. Inshallah!

Shawarma Station
Via Merulana 271 (S. Maria Maggiore)
Tel.: 06/4881216

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domenica 21 giugno 2009

Kalapà, ancora Grecia al Pigneto

Il Pigneto, quartiere di Roma "di tendenza" e dove si può uscire senza essere sommersi dai turisti, conferma la sua vocazione ellenica con la recente apertura di un secondo ristorante greco. Dell'Egeo abbiamo già parlato, e quindi oggi rivolgiamo la nostra attenzione al "Kalapà", take away greco che in particolare fa del "kumpir" la sua bandiera. Il kumpir è una patata fatta al forno, spaccata in due e ripiena con svariati ingredienti (la volete con il prosciutto, il gorgonzola, la mozzarella, il ragù, la pancetta, i funghi, le zucchine, le olive greche o addirittura con tutto quanto insieme? Boh, fate voi!).

Al Kalapà è ovviamente possibile mangiare anche altre cose oltre alle patate (son greci, mica tedeschi!), come per esempio l'insalata greca (pomodori, feta, cetrioli, cipolle e olive greche), i Dolmadakia (involtini in foglie di vite), dei saporiti panini-pita col pollo, col maiale o vegetariano e degli ottimi spiedini sempre con pollo, maiale o al formaggio. Da non dimenticare i dolci, un pò tutti alla base di yogurt e tra cui segnaliamo, in particolare, la mela con yogurt greco e cannella. Da bere invece birre e vini ellenici e ovviamente l'immancabile ouzo.

Prezzi da take away: il kumpir, a seconda del condimento, attorno ai 5 euri, i panini 3 euro e 50 mentre un piatto con spiedini costa 5 euri e 50. Le porzioni sono normali, non da grande abbuffata ma comunque sufficienti per placare la fame di Grecia e vacanze.

Il Kalapà si trova in pieno Pigneto, vicino all'isola pedonale e non lontano dal Nuovo Cinema Aquila, e quindi si offre in particolare per un veloce e gustoso snack ante cinema. Sul sito internet del Kalapà è possibile visionare l'interno menù e, se siete in cerca di lavoro, richiedere informazioni per aprire in franchising un vostro Kalapà tutto personale. Mica male come idea, no?

Kalapà
Via Ascoli Piceno, 17 A/B (Pigneto)
Tel.: 0683081997
sito ufficiale

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domenica 29 marzo 2009

Un po' di Grecia al Pigneto

L'estate è ancora lontana, ma la stanchezza e la voglia di vacanze iniziano già a farsi sentire. Una delle mete più gettonate, specie dagli amanti del mare, è sicuramente la Grecia. Grande patrimonio culturale, isole stupende, gente cordiale e - per quanto ci compete - un'ottima cucina mediterranea. Però appunto, vacanze lontane e quindi tocca inventarsi qualcosa. Per quanto riguarda la voglia di Grecia si possono fare sostanzialmente due cose: rimanere a casa a guardare Mediterraneo in dvd oppure recarsi al Pigneto e andare a mangiare al ristorante greco "Egeo".

Lì infatti è possibile assaggiare la Moussaka (pasticcio di melanzane), il Ghiros (kebab greco), i Keftedes (polpettine fritte di carne o di legumi), i Dolmades (riso avvolte nelle foglie di vite), la caprese greca (pomodori e formaggio feta) e tante altre cose ancora, il tutto ovviamente accompagnato da del vino greco e preceduto da un bicchierino di Ouzo (liquore all'anice), con il quale i titolari dell'Egeo danno il benvenuto a chi arriva.



Per chi va la prima volta e non conosce la cucina greca, consigliamo l'ordinazione di un piatto misto (bisogna essere in due, 12 Euro a testa), che offre un assaggio delle varie specialità greche. Un must è poi la pita (pane greco) e l'ottima crema di sesamo. Per quanto riguarda il vino potete tranquillamente prendere quello della casa, che è buono e scende bene. Ottimi anche i dolci, tra cui dei yogurt con nocciole e miele veramente squisiti.

L'Egeo è aperto tutti i giorni tranne la domenica e la spesa media è di circa 15-20 Euro a testa (bevande incluse). Il locale è abbastanza ampio (ma ben frequentato nei weekend, meglio prenotare) e vede anche la presenza di un piccolo palco, sul quale il venerdì ed il sabato si esibiscono musicisti di musica greca tradizionale. Attenzione però, i gestori ed i camerieri - gentilissimi - non esitano ad invitare i clienti a fare qualche passo di sirtaki. καλή όρεξη (buon appetito)!

Taberna greca "Egeo"
Via Augusto Dulceri, 99 (Pigneto)
Tel.: 06 273807
sito ufficiale

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venerdì 30 gennaio 2009

Hang Zhou

Mia prima recensione. ;)
Ieri in tre siamo andati da Hang Zhou, consigliatomi come ottimo risto cinese.



Unica nota negativa è che arrivando dai il nome e aspetti che si liberi un posto. Noi siam arrivati alle 20.15 e 25 minuti dopo eravamo seduti, devo dire che verso le 21 fuori ci saranno state 25 persone, insomma il luogo è conosciuto ed apprezzato. All'interno oltre all'immancabile tavolo tondo con il gira pietanze in mezzo, gli altri tavoli son normali; alle pareti tantissime foto di persone famose abbracciate alla caposala che sfoggia cappelli fantasiosi.



Abbiamo preso: 1 porzione [4 pezzi] di ravioli alle verdure al vapore e una alla carne alla piastra, riso rosso ai gamberi, riso nero (riso venere) alle verdure, vermicelli di riso a non me lo ricordo, anatra all'erba cipollina, anatra all'arancia, pollo ai pinoli, 1gelato fritto flambato e 1altro dolce al vapore. 1 H20 e una birra cinese, 2 the al gelsomino e 1 wisky (quest'ultimo non l'ho preso io ma una delle mie due amiche).

Abbiam speso 75 leuri e siam usciti, dopo 2 ore e mezza, contenti. Particolarmente buoni: riso rosso ai gamberi, riso nero alle verdure, anatra all'erba cipollina. Si capisce che le materie prime sono di migliore qualità rispetto alla norma dei risto cinesi e anche la preparazione sembra accurata. Il cibo non mi è sembrato pesante, insomma non sono tornato a casa con il peso sullo stomaco e abbiamo mangiato antipasto, primo, secondo e dolce.

Certo abbiamo anche chiaccherato un sacco, il tempo è passato piacevole, anche perchè tutto sommato la sala non è molto rumorosa. Ci ha fatto ridere dover chiedere che ci facessero la ricevuta (invece del prezzo indicato dietro al bigliettino della comanda), soprattutto perchè al muro c'è anche la foto di Visco abbarcciato alla caposala Sonia. Anche mangiando un po meno, un posto in cui mangiare bene senza spendere cifre astronomiche. Tra l'altro è sulla guida del GamberoRosso.

Hang Zhou
Via di San Martino ai Monti, 33c (via Merulana)
Tel. 06.48.72.732
Sempre aperto a mezzogiorno e sera
2 recensioni: Cavoletto e RomaGourmet

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lunedì 19 maggio 2008

3 recensioni in un weekend

Questa volta, in un solo weekend, ben 3 recensioni 3 di posti dove non ero mai stato, tutte in una volta, tutte intorno al Pigneto... giovedì sera con l'Avvocato da Roberto er Laziale, venerdì sera con il Giornalista Brianzolo all'Idillio, sabato sera con un Tris di Coppie dal Libanese: et voilà!


Roberto er Laziale
via dell'Acqua Bullicante 108
tel. 06 24401787
chiuso mercoledì

Nello spirito della settimana più scaramantica del tifo romanista, non poteva mancare una sosta con un avvocato laziale dal Laziale, una classica trattoria romana di una volta, senza insegna, con piatti che variano nel corso della settimana, e un bel pergolato sul retro, fresco e dotato di micia roscia in cerca di avanzi di cibo... Io ho goduto di un bel piatto di gnocchi fatti in casa e un paio di involtini ben preparati (con un odore/sapore di carota e sedano da manuale), oltre ai fagiolini corona da contorno e un ottimo tiramisù per finire. L'Avvocato si è invece buttato sul pesce: spaghetti con vongole e frittura mista. Ma come alternative c'erano i piatti classici romani (carbonara, cacio&pepe, ecc.) e secondi di pesce (il rombo, per esempio). Promosso a pieni voti, compreso il proprietario che fa il conto in lire salvo poi convertire il totale in euri con la calcolatrice... nel nostro caso 45 in 2!



L'Idillio

via Augusto Dulceri 29
tel. 06 297089
chiuso lunedì

L'aveva già recensito "Der Avvocaten" quindi non mi dilungo: nella veranda laterale, ho divorato una fiamminga di tagliatelle al ragù fatte in casa, larghe un paio di cm e con i bordi rialzati (!!!), nella porzione "Idillio" che è un vero attentato al fegato ma un altrettanto vera goduria per il palato, oltre che una sfida posta dal caposala (i miei amici l'hanno ugualmente accettata, ma nella versione gricia ugualmente ottima); poi, ho gustato un bello sformato di zucca, patate e mozzarella, e ho infine chiuso con un prelibato semifreddo arancia e mandorle. Il tutto, accompagnato da un paio di rossi in 3, è costato 30 euri, ben spesi.


Beirut aka er Libanese
piazza dei Condottieri 6
tel. 06 2751132
solo cena, chiuso martedì
La scheda sulla bibbia del kebab a Roma

Beh, immagino sia chiaro che tipo di cucina faccia... niente polpette di renna, nessuna tartare di manzo, ma solo un interminabile e gustoso antipasto di hummus, felafel, dolmades (vabbè, l'equivalente mediorientale), lenticchie, melanzane, formaggio ecc. ecc. con la pita preparata in questo piccolo ristorante a conduzione familiare, guidato dal simpatico Walid (che tra l'altro è cristiano, quindi la cucina qui non è propriamente araba) e impreziosito da una cameriera albanese femminista che commentava ogni cosa succedeva al nostro tavolo. A seguire, riso beirut e spiedini di 3 tipi di carne (tranquilli, c'è anche il kebab, se volete!) e dolci, oltre alla lettura dei fondi del caffè da parte di Walid. Compreso un discreto rosso libanese, abbiamo pagato meno di 30 euri a testa, ma volendo si può usufruire di un menù a 20 euri con antipasti e spiedini. Familiare e buono, da ritorarci, magari nelle serate con musica dal vivo.