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lunedì 21 gennaio 2013

Porto Fluviale 2 - La vendetta (della trattoria)

No, non ci siamo sbagliati, lo sappiamo che abbiamo appena scritto un'altra recensione su questo posto, ma la passione messa da Giò nel testare il lato pizzeria ci ha indotto a tornare subito dopo per cenare nel lato trattoria. Essendo un post atipico, anche la forma sarà inconsueta, con tre minirecensioni parallele adatte a darvi altre opinioni su questo nuovo locale.





HariSeldon_74
Il Porto Fluviale è un posto terribilmente nordico nella concezione, negli arredi, nelle pietanze e nel servizio. Lo dico subito: è bello e buono, e sta lontano dai prezzi eccessivi di alcune recenti aperture romane... per me è promosso! E' vero che è concepito come spazio multifunzionale, ma ormai questa più che una moda appare una necessità in tempi di crisi, e nel caso in questione la gestione delle diverse offerte appare ben bilanciata e autonoma. C'è però una cosa da sapere subito: è meglio andarci presto rispetto a quando monta la fame, perchè almeno mezzora la perderete a combinare il vostro pasto, scegliendo tra cicchetti (le tapas alla spagnola) singoli e in gruppo, quarti di porzione, mezze porzioni, porzioni intere, panini e minipanini...

Mi è piaciuto: 
L'ambiente appena realizzato ma già accogliente, come una birreria nordica.
I tavolini maiolicati senza tovaglia.
Il menu da trattoria italiana.
Il panino con hamburger a 8-9 euri (la metà di Baccano, tanto per dire). 
L'attenzione e la cortesia dei camerieri.
I divanetti all'ingresso e il lungo bancone dove bere o stuzzicare (molto molto nordico!).
La birra della casa FluviAle a 10 euri il litro.
I prezzi della pasta a meno di 10 euri.
La possibilità di mangiare cose diverse scegliendo la quantità desiderata.
Il fatto che accettano qualsiasi buono pasto.
La frequentazione fighetta ma non troppo.
Il pane nel vaso.
Le polpette di bollito coi pinoli.

Non mi è piaciuto:
Il rumore.
Il pane dell'hamburger e le salse industriali in monoporzione.
I dolci che almeno sentendoli declamare non apparivano imperdibili (ma non li abbiamo assaggiati).
La saletta riservata da prenotare come minimo per 700 euri chef escluso...
La difficoltà di scegliere dal menu (sì, è anche un bonus, ma alla fine uno veramente non sa cosa decidere).




Giovanni
Quarant'anni fa, il numero 22 di Via del Porto Fluviale non esisteva, li c'era solo un muro e all'interno un magazzino le cui merci arrivavano via ferrovia. Ho abitato li difronte nei miei primi 15 anni, al numero 3D, settimo piano, quartiere popolare ma da casa mia si vedeva l'Aventino, il cupolone, Testaccio e Monteverde. 
Di quel periodo ricordo il rumore delle ambulanze il cui deposito era oltre il fiume e il rumore dei mercati generali, fortunatamente entrambi i problemi spariti dal quartiere.
In questi anni il quartiere è molto migliorato, università e locali hanno aperto e ristoranti e colori sono apparsi sui muri con i murales... peccato che qui, come nel resto della città, ci siano sempre troppe macchine, che invadono tutto.  

Mi è piaciuto:
La birra fluviale e anche l'apposita bottiglia di vetro.
L'ambiente del locale, il mobilio, le stigliature, le grandi vetrine.
La possibilità di ordinare mezze porzioni (e volendo porzioni 1/4).  
I prezzi che vanno bene.
Le polpette di bollito.
La zona bar, con le sue grandi poltrone.
L'orario dalle 10e30 alle 2 di notte.
E' un locale simile a Sorpasso e Baccano. 
Sta a un paio di km da casa mia, ci posso andare a piedi. 

Non mi è piaciuto:
Il forte brusio quando il locale è pieno, che obbliga ad alzare la voce.
Il fatto che la mezza porzione è piccola, più vicina a 1/3.
Il bollito il salsa verde: il maggior pregio della salsa verde era il suo colore, perché di sapore non è che ne avesse molto, le carni erano da 6 meno meno e c'era anche un pezzo di pollame, che non mi risulta faccia parte di quel piatto... ma potrei sbagliare.
Lo stinco di maiale al miele e birra: era secco e né la birra né il miele emergevano nel sapore.
Anche se i prezzi sono decisamente più bassi di quelli di Baccano, bisognerà meglio valutare le due proposte, perché la qualità dei cibi di Baccano mi è sembrata migliore.



Gennaro

“Ma perché a Roma non ci sono posti del genere?”. Ecco cosa avremmo detto se avessimo trovato il Porto Fluviale durante una vacanza in un’altra capitale europea. Invece no. Porto Fluviale sta a Roma e, per la tipologia di locale, potrebbe essere paragonato ad un diner americano dove puoi fare praticamente tutto (prendere un caffè + dolce, mangiare una pastasciutta, bere una birra al banco e stuzzicare un cicchetto, cenare con primo, secondo e contorno) in un ambiente open space. A me questa soluzione piace assai e quindi, anche considerando le cose che mi son piaciute e quelle che ho gradito meno (vedete sotto), per me è promossa!

Mi è piaciuto:
L'estetica. Si inserisce bene nel contesto post industriale del Porto Fluviale.
Bello il bancone (fa molto NY) e la zona "divano de casa" con poltrone e, per l'appunto, divani.
Il menu super articolato e che, con le porzione frazionate ed i cicchetti, permette una quantità infinita di combinazioni, anche se bisogna farci un po' l'abitudine (prendo due mezzi primi ed un quarto di secondo? O una carrellata di cicchetti ed un secondo pieno? Panico!).
Ravioli di ricotta, capperi, olive e broccoli: saporiti al punto giusto. 
Hamburger (Due Carni): carne succosa e saporita, dimensioni ok.
La composizione degli avventori è alquanto mista, cosa che evita al locale di essere bollato come un posto di questa o quella categoria sociale (radical chic, intellettualoide, alternative etc.).
La birra fluviale nel bottiglione del latte (quello che si vede nei film USA, per intenderci) è bella chiara, leggera e scende bene.
Prezzi assolutamente competitivi e non gonfiati causa novità o particolarità del posto.

Non mi è piaciuto: 
Ravioli di ricotta, capperi, olive e broccoli: porzione forse un po' piccola (faceva più pensare ad un terzo che non ad una mezza porzione).
Hamburger (Due Carni): nell'insieme il panino risulta un po' oleoso, forse a causa dei broccoletti ripassati al suo interno. Pane un po' scialbo, niente di particolare.
Il personale della cucina dovrebbe evitare di pulire i fornelli con l'aceto quando ci sono ancora ospiti onde evitare di intossicare i tavoli vicini alle porte della cucina (come è successo a noi).




Porto Fluviale
Via del Porto Fluviale, 22 (Piramide)
Tel. 06 5743199
Aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 2 di notte
Sito ufficiale




venerdì 11 gennaio 2013

Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo...

Titolo scontato per la nuova apertura più acclamata del 2012: Romeo, dalla premiata ditta Roscioli (quelli del forno e dell'enoteca a Campo de' Fiori) & Bowerman (la chef del Glass a Trastevere) & uno dei soci di Bir&Fud. Siamo nel cuore di Prati, che si conferma come centro nevralgico dei fermenti gastronomici romani, dopo i successi di Settembrini e le aperture del panificio di Bonci, di Splendor Parthenopes, di Quarto Burgers e non so cos'altro...



Il locale è splendido, molto curato nei dettagli e con grandi vetrate sullo sfondo che lo rendono poco romano: in effetti è un raro esempio di recupero industriale di una vecchia officina dell'Alfa Romeo (da cui il nome), come già fatto col Lanificio di Pietralata. Sui blog ne parlano tutti in maniera entusiasta (Gambero Rosso in anteprima e poi Dissapore, Puntarella Rossa, Tavole Romane, Scatti di Gusto ecc. ecc.), e quindi non potevamo esimerci dal testarlo anche noi di MagnaRoma...




La filosofia della gestione è la multifunzionalità, tipica di tutte le nuove aperture romane, probabilmente per massimizzare le entrate e l'ammortamento degli investimenti. Si può venire qui a pranzare o cenare, a fare colazione o un aperitivo, a comprare pane dolci formaggi e salumi, a mangiare panini espressi come dai classici alimentari o bei tranci di pizza alla teglia. In teoria questo ampio ventaglio di offerta potrebbe andare a danneggiare la qualità, ma la nostra visita non percepisce errori o problemi, salvo i prezzi orientati verso l'alto, per rientrare evidentemente degli elevati investimenti effettuati.




Il nostro pranzo è stato frugale e quindi dovremo tornare per recensire altri aspetti dell'offerta. Questa volta ci siamo concentrati sulla pasta: spaghetti aglio olio peperoncino e... panettone (una buona variante della più classica mollica di pane), ravioli al castelmagno zucca e nocciole, e spaghetti con pomodorini ricci di mare e caffè (non pervenuto quest'ultimo). Tutto buono, in porzioni non micragnose e ben presentate, sebbene un paio di forchettate in più non avrebbero guastato. Prezzi tra 11 e 16 euri, leggermente eccessivi i piatti più costosi. Meno convincente il piatto di formaggi, non particolarmente memorabili e non descritti dalla cameriera, accompagnati da un solo intingolo.



Poi direttamente i dolci: fonduta di cioccolato, latte e Gentilini, Mont Blanc rivisitato: anche qui tutto buono, piccolo ma buono, e anche qui i 9 euri sono forse un tantinello troppi, sebbene accompagnati da tre assaggi di piccola pasticceria aggratis (fudge di cioccolato bianco, gelatina di cassis e madelaine). Pane e pizza ottimi, ma era difficile sbagliare in questo per i Roscioli :-) ...di fatto stiamo parlando di una vera e propria succursale in Prati dello storico forno del Centro! Però a mio avviso sono illogici i prezzi di ogni cestino di pane, come anche delle bottiglie di acqua e dei caffè, tutto a tre euri.



Conto finale sui 26-28 euri. La qualità fa dire che è decisamente da tornarci, quantomeno per completare l'analisi dell'offerta, certo non è un posto da frequentare abitualmente!

Romeo chef & baker
Via Silla, 26a (Prati)
Tel. 06 32 110 120
Sempre aperto dalle ore 9 alle 24
Sito ufficiale


lunedì 31 dicembre 2012

Porto Fluviale

Oggi facendo una passeggiata da Garbatella verso il mercato bio alla Città dell'altra economia siamo passati davanti a Porto Fluviale il nuovo locale aperto il 12-12-12 in Via del Porto Fluviale all'Ostiense.
Ne parla in anteprima Puntarella Rossa che descrive attentamente tutti i 979 metri quadri del locale, così come Scatti di Gusto o ancora Soul and Food e infine Dissapore che presenta anche qualche piatto.
Volendo si può anche seguire la loro pagina di fb.



Porto Fluviale è uno di quei locali di nuova generazione (un po' tipo Sorpasso), in cui si può andare già dalla colazione e sino al "dopo teatro", infatti è aperto dalle 10.30 del mattino alle 2 di notte, è vicino alla Piramide e dunque al quartiere Testaccio, come anche al Teatro India e al Rising Love e non lontano dal Teatro Palladium.




Eravamo due, siamo stati nella parte pizzeria (vedi la descrizione di Puntarella Rossa) abbiamo optato per un menù a buffet e una focaccia bianca con culatello e burrata: la pasta della pizza è buona (voto 8), però il culatello e la burrata a nostro avviso potevano essere migliori, diciamo che erano dal 6,5 mentre mi sarei aspettato quantomeno una parità con la qualità della pasta. Il culatello era purtroppo anche un poco secco.
Coté buffet, a nostro avviso non vale la pena, i piatti qualitativamente sono da tavola calda, purtroppo anche unti e difficili da digerire.
Come primi abbiamo provato una lasagna veg (nulla di che), uno sformato di cavolfiore (saporito), penne alla bolognese (saporite, scotte) e agnolotti ai 4 formaggi (buoni gli agnolotti, sufficiente il sugo).


  
Come secondi e contorni mini porzioni di fettina alla milanese (fredda, sufficiente), vitel tonné (tagliato troppo alto, molta maionese, poco tonno, buoni i capperi ma nel complesso non soddisfacente), caponata di melanzane (poco saporita), cicoria (sufficiente), ricotta (buona, sembrava però zuccherata), fior di latte (nella media).
Dolci talmente poco interessanti che pur essendo golossissimi, abbiamo optato per la macedonia (non un granché pure lei).
Infine acqua microfiltrata (2€!!!) e caffé (normale).

Promosso a pieni voti il lato estetico del locale (veramente bello e non rumoroso), servizio da mettere a punto, cucina da rivedere.






Proveremo il lato trattoria (che offre interessanti porzioni intere, 1/2 e 1/4) e il lato caffè molto attraente con le sue grandi poltrone.

Porto Fluviale
Via del Porto Fluviale, 22 (Piramide)
Tel. 06 5743199
Aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 2 di notte
Sito ufficiale




lunedì 4 giugno 2012

Il sapore dell’Upper-East Side a Roma

Dalla nostra inviata a Manhattan, Jules!

A pochi passi dalla nuova stazione della metro B1 Annibaliano è nato un punto di ritrovo dove basta aprire gli occhi per sentirsi parte dell’elite di Manhattan...

Torte alte 15 cm ricoperte di crema al formaggio e granella di zucchero colorato, apple pies che sembrano uscite dalla cucina di nonna papera (servita però decisamente troppo fredda e senza l’indispensabile pallina di gelato alla vaniglia) e l’accogliente profumo di pancakes. Da un lato un bancone con le specialità del mondo anglosassone sapientemente sistemate e dall’altro 4 file di tavoli bianchi dove la clientela, per lo più ragazzine alla moda e con l’I-pad a prova di “twit”, si può sedere e gustare un buon “Americano” (una rarità per Roma).

Sabato e domenica Brunch e la fila la dice lunga sulla qualità di bagels e uova strapazzate (o scrumbled eggs come è più cool dire in un locale del genere). E sia che voi scegliate di ordinare un uovo alla “Benedict” o un piatto di “Meatballs Spiedini”, riceverete una caraffa di succo d’arancia. Tutti i giorni invece potrete immergervi nella cultura anglosassone ordinando per pranzo o per cena un “Club Sandwich” servito con croccanti french fries o scegliere una fra le varie insalate proposte fra cui la celeberrima revisitazione capitolina dell’insalata made in NYC per eccellenza: la “Cesar Salad”. Se invece decidete di andare a prendere “a tea with the gurlz”, potrete scegliere fra una buona varietà di infusi: dal natalizio “Christmas Tea” (con cannella, arancia e anice stellato) al seducente “Caldo Abraccio” (con uva passa, papaya e molto altro ancora al suo interno). Per accompagnare il tè potrete scegliere fra l’altro la classica fetta di “Carrot Cake” o l’altrettanto classico fragante “Cookie”.

Ciò che colpisce di più però non è la qualità del cibo ma il clima che si respira. I piccoli muffins della bakery romana ancora troppa strada devono percorrere per raggiungere la qualità di quelli di “caffè nero” o di “starbucks” ma l’ambientazione è decisamente degna di nota (un perfetto mix fra l’old-style britannico, la parigina Ladurée e la cucina di Martha Stewart). Gli I-pad sistemati lungo le pareti a strisce verticali verdi e bianche danno quel senso di contemporaneità hi-tech ad un ambiente sobrio e fresco sul quale i proprietari hanno evidentemente investito. L’immagine più bella? Un giovane prete con barba incolta e cuffie da Dj che ordina un americano take-away prima di salire sull’autobus con la sua coffee cup con la scritta “L<3ve your mug”.


Grande pecca la chiusura settimanale, decisamente poco international. Prezzi medio alti: 2 fette di torta e 2 Americani 12€; 2 NY bagels e due bicchieri di succo d’arancia 13 €... ma del resto si sa: la vita nell’Upper East Side non può essere economica!


Bakery House Roma
Corso Trieste 157 b (piazza Istria)
+39 06-94377841
Dal Martedì al Venerdì 8:00/23:00 - Sabato e Domenica 9:00/19:30 - Lunedì chiuso
Sito ufficiale
Se ne parla su Tavole Romane, Nessun Dove e Pici e Castagne

mercoledì 4 gennaio 2012

Il panino gourmet di Tricolore

Uno dei capisaldi della tradizione mangereccia romana, il panino è stato recentemente oggetto di grande attenzione nel mondo dei foodblog e non solo. Un recente articolo su "la Repubblica" ha infatti dato lo spunto per visitare Tricolore, indicato proprio dal quotidiano come un tempio del panino gourmet. Tricolore si trova nella splendida via Urbana, nel Rione Monti, ed è diventato molto noto nella Capitale, oltre che per i panini disponibili all'ora di pranzo, grazie ai corsi di cucina che organizza. La prima impressione che si ha entrando nel piccolo locale è proprio quella di trovarsi in una cucina in cui si svolgono lezioni. Siamo in tre e ci sediamo alle postazioni complete di cucina ad induzione e forno del bancone ad U che occupa gran parte della cucina. Gli spazi ridotti però non sono un problema, il locale, dominato dal colore bianco, è curato nei minimi dettagli. Il bancone in marmo, le mensole ricche di libri e utensili, attraggono l'attenzione e rendono piacevole l'attesa del menu e dei panini.




Il menu senza fronzoli, stampato in normalissima carta eppure molto elegante nel suo minimalismo, rafforza la mia idea che Tricolore si offre come un locale decisamente trendy, la cui eleganza è ispirata dallo stile dei prodotti Apple per intenderci. L'enfasi del menu è sul pane, il grande punto di forza di Tricolore, che offre non solo panini ma pane come un normale fornaio. Sul bancone, dalla parte opposta a dove ci troviamo, le baguettes e pane di Lariano appena usciti dal forno, hanno un gran bell'aspetto.




Scegliamo finalmente i tre panini: fillet-o-fish di lattarini, hamburger broccoli e arzilla, zuppa di pesce allo zenzero in crosta di Lariano. Il primo è un panino al latte con dentro lattarini e salsa tartara. Il nome richiama il fillet-o-fish di McDonald ma non c'è nessun filetto di pesce bianco. Probabilmente si punta al fattore sorpresa, come spesso accade nei moderni menu, ma il piacere sottile di non chiamare le cose con il proprio nome in questo momento mi sfugge. L'hamburger di broccoli e arzilla, che ho preso io è un hamburger di battuto di arzilla e ketchup artigianale in un pane di grano tenero con nero di seppia. Un aspetto molto simile a.... un fillet-o-fish ... se non fosse per il pane nero. La zuppa di pesce allo zenzero in crosta di Lariano si presenta in maniera simile ad un "sourdough bowl" americano, cioè una zuppa servita in pane lievitato naturalmente. I tre panini arrivano in una scatola bianca con lo stemma di Tricolore, minimalista ed elegante come ci si aspetta.




Naturalmente, parlerò in dettaglio della mia scelta. L'aspetto, anche in questo caso, è fin troppo minimalista. Ci sono tre elementi nel panino e nessuno particolarmente scenico. Sicuramente dei tre panini sul tavolo è quello meno appariscente. La sensazione dominante che si percepisce mentre lo si mangia è quella della freschezza, del pane. innanzitutto, del battuto di arzilla e del ketchup. Il pane è davvero il protagonista indiscusso del mio panino, morbido e fresco. Il battuto è soffice e gradevole e con un sapore delicato di pesce, i broccoli sono appena percettibili (scelta sensibile visto che si tratta di pausa pranzo) e lo stesso ketchup è molto delicato con la sua acidità che rischia a volte di coprire il resto. Insomma tutto molto fresco e ben dosato, fin troppo direi. Manca una nota di colore un sapore che resta nella memoria quando ci si alza e si esce. L'acidità del ketchup è forse l'elemento più deciso del panino. Ho accompagnato il panino con una birra artigianale, perfetta per l'abbinamento.




Veniamo a discorsi più venali. Il costo dei singoli panini è intorno ai 13€, non economico, sicuramente, ma giustificato dal pregio degli ingredienti e dalla loro lavorazione. Bastano questi ingredienti a fare di questi panini qualcosa di indimenticabile? Basandomi sul panino da me provato, non so dare una risposta. Personalmente non so separare il panino dal suo caratterere di "comfort food", con sapori decisi e appaganti. Tricolore ha sicuramente stimolato curiosità nei confronti di un approccio molto raffinato al panino e probabilmente tornerò di nuovo per provare un'altra loro creazione. Tuttavia non c'è stata nessuna folgorazione, che dopo aver letto i toni entusiastici dell'articolo di Repubblica, sentivo quasi certa.


Tricolore
Via Urbana 126 (Monti)
Tel. 06 88976898
Aperto fino alle 19 (ma i panini fino alle 15,30) - chiuso domenica
Il sito ufficiale e le recensioni di Dissapore, Papero Giallo, Degrado Esquilino (!) e Scatti di Gusto.

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lunedì 7 marzo 2011

Bollywood, curry e samosa: è Tiger Tandoori

Un pezzo di India trasportato in mezzo al Pigneto, nel tratto poco affollato di fronte ai lavori della metro C, tra locandine di Bollywood, piatti di curry e tandoori, e fritti vegetali. Il Tiger Tandoori è tutto questo, a cura degli stessi proprietari della neosteria Necci e del nightclub Micca, che hanno creato un bel locale con pareti colorate e grandi vetrate, prodotti e libri in esposizione, camerieri e cuochi indiani e cornici dorate. Si mangia al tavolo o anche takeaway.


Domenica sera, dopo aver visto un gran film all'Aquila (il Cigno Nero, con atmosfere dark e scelte registiche che meritano gli 8 euri cadacranio) e una passeggiata sull'isola pedonale coi negozi chiusi :-( ci siamo diretti al Tiger, ci siamo arrampicati sugli sgabelli (ci sono 3 tavoli alti, gli altri sono normali), abbiamo studiato il menu colorato e ricco, e abbiamo fatto la nostra scelta: io un menu completo vegetariano (shakahari) con fritto misto (patate, zucchine, carote e cipolle) stuzzicante e buono + piadina con purè vegetale (ovviamente) non ben identificato + riso biryani con verdure + zuppa di lenticchie al coriandolo + dolce a scelta (per me il gelato al pistacchio non indimenticabile). La mia metà invece ha optato (!) per i samosa ripieni di patate piselli e coriandolo, una focaccia tradizionale (bhuna) ripiena di qualcosa... e per il riso basmati con curry di pollo, concludendo con un dolce al cucchiaio di mango e mascarpone.


Direi meglio alla carta che il menu combinato (ma il menu piccante meriterebbe un approfondimento...), comunque molto sostanzioso in un ambiente simpatico a prezzi contenuti: in tutto con 4 birre alla spina (delirium + stella artois) abbiamo pagato 46 euri. Non sarà filologicamente perfetto, ma ci si può stare :-)


Tiger Tandoori
Via del Pigneto 193
Tel. 06 97610172
sito ufficiale (c'è solo il menu...)

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lunedì 24 maggio 2010

Fiumicino come Barcellona

Beh, forse proprio come la capitale catalana (o meglio il suo rione marinaro della Barceloneta) no... in effetti sul litorale romano pullulano i ristoranti di pesce tutti uguali con-i-camerieri-in-bianco il-sorbetto-di-limone le-linguine-allo-scoglio il-risotto-alla-crema-di-scampi ecc-ecc ma scarseggiano terribilmente le bettole dove mangiare pesce e frutti di mare appena pescati, in ambienti "veri", a buon prezzo e senza fronzoli!

Quindi è stata una scoperta interessante una pizzeria-take away di pesce sul molo di Fiumicino, tra il Municipio e il ponte "levatoio": si chiama GePaGi e sembra essere l'emanazione dell'omonimo ristorante in lungomare della Salute. Da fuori appare come una normale pizzeria, ma già l'insegna denota un invitante "fritto misto"; se poi si entra nel buchetto al civico 106 si vedono subito alcune pizze sfiziose come quella al sugo di polipetti o alle seppioline, e poi sua maestà il cartoccio di frittura (7 euri ma ne vale la pena!) con spicchio di limone annesso, nonchè filetti di baccalà e fiori di zucca anch'essi fritti. Pochi tavolini all'esterno per sedersi, ma volendo si si può appoggiare il marciapiede rialzato del canale.



E vi ho trovato pure dove andare dopo la frittura per completare il pasto con un buon caffè oppure prima per fare un aperitivo con un vino bianco e un paio di ostriche: alla Bottega del Caffè, enoteca-ostricheria (4-5 varietà diverse di molluschi tra 3-5 euri!!) al civico 122b della stessa strada :-)

Pizzeria GePaGi
Via di Torre Clementina, 106 (Fiumicino)
Pranzo e cena fino alle 22, chiuso lunedì

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martedì 21 luglio 2009

Prossima fermata: Shawarma Station

Un po' di anni fa, quando avevo voglia di mangiare un bel kebab (o döner, o shawarma), dovevo aspettare di rientrare in Germania, paese che si dice abbia dato i natali al panino così come lo conosciamo noi (i turchi di Berlin Kreuzberg). Da un po' di tempo a questa parte invece lo spiedo rotante è riuscito anche ad imporrsi nel panorama culinario italiano il quale, a causa della sua forte tradizione e grande varietà, è più ostico quando si tratta di dover accogliere gusti e pietanze estranee alla dieta mediterranea nostrana.

Ad ogni modo, che piaccia o non piaccia ai tradizionalisti italici, la quantità di kebabbari a Roma è esplosa ed è possibile trovarne uno quasi ad ogni angolo della città, spesso integrati nelle tradizionali pizzerie al taglio. Molti di noi hanno quindi un kebabbaro di riferimento, ritenuto, a torto o a ragione, "il migliore" della città", ma visto il quadro decisamente disorientante, noi della "sezione internazionale e multiculturale" di Magnaroma non vogliamo lasciar soli i nostri lettori e intendiamo fornire un'altra delle nostre solite indicazioni doc.

Trattasi di Shawarma Station, take away libanese in pieno centro nelle immediate vicinanze di Santa Maria Maggiore. Menù ricco e variegato che vede ovviamente la presenza del shawarma (nel piatto oppure arrotolato nella tradizionale piadina araba), degli falafel e del hummus, così come di tante altre cose (buone) di cui ignoriamo il nome, come per esempio uno spezzatino di fegato che non abbiamo ancora assaggiato, del riso speziato con mandorle, rotoli di foglie di vite ripiene nonché il classico pollo arrosto e patatine fritte.

Pietanze decisamente abbondanti e saporite e prezzi assolutamente accesibili e competitivi. Il locale è molto semplice: un lungo bancone all'ingresso, gestori molto cortesi e simpatici (se state in fila e siete fortunati vi offrono un falafel per ingannare l'attesa), clientela molto variopinta che vede la presenza di arabi vari, turisti americani e romani stanchi della solita pizzetta, e una volta superato l'ingresso si trova una sala con alcuni tavoli e posti a sedere.

Ah, se in queste serate calde d'estate pensate di rinfrescarvi accompagnando lo shawarma con una bella birra, attenzione: il locale è rigorosamente no alcohol! In alternativa optate per l'Ayran, la tradizionale bevanda allo yogurt. Inshallah!

Shawarma Station
Via Merulana 271 (S. Maria Maggiore)
Tel.: 06/4881216

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domenica 21 giugno 2009

Kalapà, ancora Grecia al Pigneto

Il Pigneto, quartiere di Roma "di tendenza" e dove si può uscire senza essere sommersi dai turisti, conferma la sua vocazione ellenica con la recente apertura di un secondo ristorante greco. Dell'Egeo abbiamo già parlato, e quindi oggi rivolgiamo la nostra attenzione al "Kalapà", take away greco che in particolare fa del "kumpir" la sua bandiera. Il kumpir è una patata fatta al forno, spaccata in due e ripiena con svariati ingredienti (la volete con il prosciutto, il gorgonzola, la mozzarella, il ragù, la pancetta, i funghi, le zucchine, le olive greche o addirittura con tutto quanto insieme? Boh, fate voi!).

Al Kalapà è ovviamente possibile mangiare anche altre cose oltre alle patate (son greci, mica tedeschi!), come per esempio l'insalata greca (pomodori, feta, cetrioli, cipolle e olive greche), i Dolmadakia (involtini in foglie di vite), dei saporiti panini-pita col pollo, col maiale o vegetariano e degli ottimi spiedini sempre con pollo, maiale o al formaggio. Da non dimenticare i dolci, un pò tutti alla base di yogurt e tra cui segnaliamo, in particolare, la mela con yogurt greco e cannella. Da bere invece birre e vini ellenici e ovviamente l'immancabile ouzo.

Prezzi da take away: il kumpir, a seconda del condimento, attorno ai 5 euri, i panini 3 euro e 50 mentre un piatto con spiedini costa 5 euri e 50. Le porzioni sono normali, non da grande abbuffata ma comunque sufficienti per placare la fame di Grecia e vacanze.

Il Kalapà si trova in pieno Pigneto, vicino all'isola pedonale e non lontano dal Nuovo Cinema Aquila, e quindi si offre in particolare per un veloce e gustoso snack ante cinema. Sul sito internet del Kalapà è possibile visionare l'interno menù e, se siete in cerca di lavoro, richiedere informazioni per aprire in franchising un vostro Kalapà tutto personale. Mica male come idea, no?

Kalapà
Via Ascoli Piceno, 17 A/B (Pigneto)
Tel.: 0683081997
sito ufficiale

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