lunedì 24 maggio 2010

Fiumicino come Barcellona

Beh, forse proprio come la capitale catalana (o meglio il suo rione marinaro della Barceloneta) no... in effetti sul litorale romano pullulano i ristoranti di pesce tutti uguali con-i-camerieri-in-bianco il-sorbetto-di-limone le-linguine-allo-scoglio il-risotto-alla-crema-di-scampi ecc-ecc ma scarseggiano terribilmente le bettole dove mangiare pesce e frutti di mare appena pescati, in ambienti "veri", a buon prezzo e senza fronzoli!

Quindi è stata una scoperta interessante una pizzeria-take away di pesce sul molo di Fiumicino, tra il Municipio e il ponte "levatoio": si chiama GePaGi e sembra essere l'emanazione dell'omonimo ristorante in lungomare della Salute. Da fuori appare come una normale pizzeria, ma già l'insegna denota un invitante "fritto misto"; se poi si entra nel buchetto al civico 106 si vedono subito alcune pizze sfiziose come quella al sugo di polipetti o alle seppioline, e poi sua maestà il cartoccio di frittura (7 euri ma ne vale la pena!) con spicchio di limone annesso, nonchè filetti di baccalà e fiori di zucca anch'essi fritti. Pochi tavolini all'esterno per sedersi, ma volendo si si può appoggiare il marciapiede rialzato del canale.



E vi ho trovato pure dove andare dopo la frittura per completare il pasto con un buon caffè oppure prima per fare un aperitivo con un vino bianco e un paio di ostriche: alla Bottega del Caffè, enoteca-ostricheria (4-5 varietà diverse di molluschi tra 3-5 euri!!) al civico 122b della stessa strada :-)

Pizzeria GePaGi
Via di Torre Clementina, 106 (Fiumicino)
Pranzo e cena fino alle 22, chiuso lunedì

VAI SU GOOGLE MAPS

martedì 11 maggio 2010

Tra Albertone e il Pigneto

Post atipico e breve per segnalare questa volta non una trattoria, ma due blog che sono entrati in piena concorrenza con la nostra ragione sociale, ossia quella di scovare su tutto il territorio comunale (e oltre) le migliori bettole per i vostri pasti...

Prima di tutto il blog di Lorenzo Cairoli, giornalista del Gambero Rosso, che ha curato per il mensile un reportage sul Pigneto segnalando alcuni posti mai sentiti, ma che promettono bene, oltre a qualcuno che abbiamo già recensito su MagnaRoma. In particolare, sembrano interessanti l'equadoregno "El Paraiso del Paladar" e il colombiano "Pais Paisa" verso la via Prenestina, oltre al takeaway di pesce appena aperto "Poisson" nei pressi dell'isola pedonale.

Digressione personale: sempre all'isola pedonale del Pigneto, ho provato Hobo ArtClub, un bel locale arredato in stile "finto casuale" con librerie alle pareti. Il cibo è buono, con piatti etnici a soli 5 euri cadauno, ma la lentezza esasperante del servizio ("cosa aveva preso?"), veramente esasperante ("sì, ora la porto"), assolutamente esasperante ("ah, ve ne andate?"), mi fanno sospendere il giudizio in attesa di una nuova visita :-(

Invece 06blog si è dedicato a un elenco di trattorie romane mettendo in bella evidenza il nostro logo di Sordi coi maccheroni: anche qui alcuni posti già noti (Dino, Marini, Ada), altri poco stimolanti, ma un paio di segnalazioni sono sfiziose, come Bonelli a Tor Pignattara e la Botticella sull'Appia Antica. Chi mi accompagna?

sabato 10 aprile 2010

Una fiaschetteria del 1913

C'è proprio la data del 1913 sul "diploma di benemerenza" appeso in sala: è la Fiaschetteria Marini, quasi un secolo di vita in un ambiente appartato e old-style vicino piazza Fiume, a due passi dai resti della villa di Sallustio.


Ma è difficile approfittarne, visto che è aperto solo di giorno sia a pranzo sia nel pomeriggio per un bicchiere di vino, e la sera solamente il venerdì... Su internet non si capisce bene cos'è, qualcuno lo elenca tra i wine bar e qualcun'altro tra la cucina austriaca (!). In realtà è una pura e semplice trattoria romana, in una traversa poco battuta ma con una clientela composta da comitive di pariolini e qualche turista.


Nonostante la posizione centrale e la frequentazione la cucina si difende bene, con buoni primi (venerdì io & l'Avvocato abbiamo provato gli gnocchetti gorgonzola, guanciale e peperoncino) e secondi più semplici di carne e di pesce (ma comunque buona la cernia lessa con salsa tartara e patate), oltre a contorni classici come le puntarelle, che hanno meritato una sontuosa scarpetta. Ci sono solo un paio di dolci, ma numerosi vini al bicchiere a poco prezzo o in alternativa alcune bottiglie con ricarichi contenuti (in vendita anche da portar via). Per concludere, ottimo l'amaro wunderbar, che si trova molto raramente ma è uno dei miei preferiti. Un locale semplice ma sorprendente, con conto finale sui 25 euri o anche meno.


Fiaschetteria Marini
Via R. Cadorna, 9 (piazza Fiume)
Tel. 06 4745534‎
Aperto a pranzo e nel pomeriggio - Venerdì anche cena - Chiuso domenica

VAI SU GOOGLE MAPS

giovedì 11 febbraio 2010

Ada non c'è più

Alfredo e Ada è una delle pochissime trattorie rimaste come decenni fa nel centro di Roma, in zone un tempo malfamate (a Panico c'era una famosa casa di tolleranza...) e ora ricche di negozietti interessanti e battute da stormi di turisti nordici in cerca di qualcosa di "pittoresco" :-(

Qui il pittoresco lo trovano, ma non è quello finto creato apposta per spennarli, bensì quello vero derivante da un'attività in piedi almeno dagli anni 30 e presa in gestione dal 1945 dal castellano Alfredo e dalla marchigiana Ada, dove pranzare o cenare (ma non nel fine settimana, dedicato al riposo!) o anche, come facevano gli ultimi vecchi del rione, passare nel pomeriggio per una partita a carte e un bicchiere di vino.

Ne abbiamo parlato agli albori di questo blog. La prima volta, circa 10 anni fa, a pranzo col mio collega dottor Bonzo, ci sedemmo e aspettammo parecchi minuti che Ada venisse a prendere la comanda (Alfredo già non c'era più). Quando finalmente si avvicinò al tavolo disse "Adesso arriva il primo", e noi "Ma non abbiamo ancora ordinato nulla", e lei "E tanto ce n'è solo uno di primo", e noi "Ah". Ovviamente uscimmo pienamente soddisfatti!

Un solo primo, dunque, una pasta al sugo di solito, e 3-4 secondi (involtini, spezzatino, trippa, seppie con piselli, salsiccia e fagioli, e poco altro), seguiti dalle ciambelline intinte nella romanella (il vino frizzante tipico delle osterie romane). Il tutto cucinato nel minuscolo tinello, dotato di padelle e fuochi casalinghi, insieme ai vecchi frigo da parete contenenti il vino della casa.

E anche pochi tavoli (5 o 6), spesso da dividere con altri commensali se si è solo in 2. E alcuni avventori solitari, che magari lavorano qui vicino, cosa molto rara nei locali romani e segno di familiarità e abitudine.

La peculiarità di Ada era l'umanità con cui accoglieva chiunque, romani o scandinavi senza differenza (perchè su molte guide straniere Alfredo&Ada è ben presente), a cui parlava solo in italiano, anche se le facce del danese di turno mostravano un'imperfetta conoscenza della lingua di Dante: bastava mimare i piatti, o magari portare le persone direttamente in cucina per farglieli vedere.

"Era", perchè Ada non c'è più: è morta pochi mesi fa, a giugno, a 86 anni, ma già da qualche tempo non era più presente in sala, sostituita dal figlio Sergio. Se andate, Sergio vi racconterà le ultime vicende e le attuali difficoltà per mantenere lo spirito del luogo rispettando le nuove norme igieniche che chissà perchè lasciano fare di tutto ai cinesi ma rendono la vita complicata a una trattoria storica del centro (Alemanno batti un colpo!).

(Ada qualche anno fa)

Oggi pranzo nel solco della tradizione, a cominciare dal prezzo standard di 18 euri: penne cacio e pepe (in alternativa ragù), involtino con melanzane a tocchetti e spinaci (in alternativa spezzatino di vitella con patate), frappe e castagnole per sostituire le ciambelline purtroppo finite (quindi niente inzuppatura nella romanella). Niente di clamoroso, intendiamoci, non un posto per gourmet, ma il fascino dell'ambiente merita la sosta, molto rilassata.

Qui un po' di foto e qui una recente recensione; ne hanno parlato anche il Cavoletto e il Papero Giallo, nonchè alcuni anglofoni in libera uscita.

Alfredo & Ada
Via dei Banchi Nuovi 14 (Chiesa Nuova)
Tel. 06 6878842
Chiuso sabato e domenica

VAI SU GOOGLE MAPS

venerdì 29 gennaio 2010

Per le prossime occasioni...

Post atipico (come un lavoratore del call center) per segnalare qualche locale già famoso da provare nelle prossime occasioni, grazie alle recensioni che altri colleghi bloggers (anvedi che fico che fa!) hanno fatto recentemente: una specie di lista della spesa dei quartieri romani da frequentare meglio.


L'idea ovviamente (e come te sbagli) non è nostra, ma dei dissaporati, che hanno proposto i 5 migliori piatti di pasta di Roma e i 10 indirizzi imperdibili della città (peraltro c'è anche la lista delle 5 migliori carbonare, ma qui andiamo sull'ultra-specializzato!).


Ma noi ci adeguiamo subito e rilanciamo.

1) A Prati bisogna provare quello che viene definita la migliore trattoria romana per la qualità delle materie e la creatività delle preparazioni, anche se i prezzi sono ovviamente maggiori dello standard a cui vi abbiamo abituato: Arcangelo, di cui parla se stesso e Senza Panna. Bisogna anche provare Settembrini, ristorante costoso e sciccoso, ma Bonilli e Puntarella Rossa dicono che ne vale proprio la pena.

2) A Ponte Milvio è imminente una cena in una trattoria invece più contenuta come prezzi ma non come qualità, orgogliosa di continuare i prodotti tipici del Lazio e le ricette tradizionali, che già nel nome è tutto un programma anche se il pezzo forte sembra essere la carbonara: il Quinto Quarto, chiocciola Slow Food, di cui si parla nel blog di Bonilli, dalle parti della Puntarella Rossa e qui .

3) All'Esquilino bisogna tornare, stavolta con recensione e foto, nel tempio della cucina marchigiana a Roma: la Trattoria Monti, altra chiocciola Slow Food, di cui si parla qui.

4) E poi a Testaccio è obbligatorio tornare, ogni qualche mese almeno, da Felice, già recensito abbondamente sul nostro blog, ma di nuovo fotografato da Senza Panna.

5) E infine, al centro centro, un posto casalingo e ruspante che esiste da decenni ma che (mea culpa, mea maxima culpa!) non ho mai avuto il piacere di provare, e sembra che la perdita sia molto grossa: Settimio al Pellegrino, di cui Puntarella Rossa parla qui.