E' morto Felice, l'inventore dell'omonima trattoria di Testaccio famosa per la cacio&pepe e per rifiutare l'ingresso a chi non gli andava a genio... Quasi 90enne, aveva lasciato ormai da anni la gestione del locale, cambiato completamente rispetto ai suoi tempi per quanto riguarda l'ambiente, ma non per la cucina, rimasta fedele alla tradizione della cucina romana. Avendo avuto la fortuna di mangiarci in entrambe le versioni, mi rimane nel cuore la semplicità del vecchio Felice, con i vetri smerigliati, i cartellini "occupato" sui tavoli riservati ai testaccini, e il caffè portato dal bar di fronte alla strada. Oggi è uno dei migliori ristoranti di Roma, e tra cacio&pepe e tiramisù al bicchiere vale una visita, nonostante il recente spinoff di Flavio al Velavevodetto.
Benigni, cliente da tempo quando non era ancora famoso, ha scritto: «Felice è un uomo onesto, bravo e giusto/ e quando morirà (a tutti tocca)/ ci sarà in Paradiso un gran trambusto/ Pure gli angeli perderan la brocca/ Cristo lo accoglierà con grande gusto/ Lo abbraccerà con l’acquolina in bocca/ e gli dirà, in mezzo a quel presepe/ “E vai Felì, facce ‘na cacio e pepe!»
Ne ha parlato il Messaggero, Bonilli sul Papero Giallo (in entrambi i casi leggete i commenti, molto toccanti) e il blog Dissapore
Mangiare a Roma e dintorni, nelle trattorie e osterie coi personaggi d'altri tempi, ma anche altrove se ci va!
lunedì 19 ottobre 2009
mercoledì 2 settembre 2009
L'estate sta finendo...
Titolo scontato (mitici Righeira!) per un post scontato, con i 2 posti preferiti durante le vacanze, ma totalmente diversi tra loro: uno possibile meta del weekend e l'altro da affrontare durante le vacanze estive, uno nella ridente (!) Ciociaria e l'altro all'estremità orientale dell'Italia, uno dedicato ai sapori della montagna e l'altro esclusivamente di pesce, uno arredato come una taverna medievale e l'altro come una tavola calda... solo il prezzo li accomuna: con 20 euri mangiate in entrambi fino a scoppiare!!
A Fumone, bel borgo ciociaro dominato dal castello che fumava per avvisare dei pericoli, e che è stato la prigione di Papa Celestino V, appena entrati si trova questa trattoria a menu fisso e aspetto medievale, con i camerieri vestiti in maniera tradizionale e con le cioce, il ragazzino che suona la fisarmonica e la cucina casareccia e abbondante. Arriva tutto in sequenza, senza fare altro che aprire e chiudere ritmicamente la mandibola: antipasto di salumi e formaggi, pastasciutta fatta in casa, maltagliati e fagioli, arrosto misto, insalata o patate, nonchè le ciambelline da intingere nel vino (quest'ultimo è peraltro l'unica nota dolente del posto). Se ce la fate, poco più avanti c'è un fornaio che sforna splendidi biscottoni con vari gusti!
La Taverna del Barone
via del Ponte, 4 - Fumone (FR)
tel. 0775 49655
chiuso lunedì
sito web



A Castro, cittadina fortificata nel Salento poco più a sud di Otranto, affacciata su uno splendido mare scoglioso, c'è da un paio di anni una "friggitoria" che a dispetto del nome in realtà è una pescheria che oltre a vendere direttamente pesce e frutti di mare ha creato una tavola calda dove mangiare i prodotti comodamente seduti in mezzo a ulivi e fichidindia, ovviamente a prezzi irraggiungibili per ogni possibile alternativa romana :-( Si arriva, si parcheggia, si scrive su un foglietto la comanda, si paga, si attende il proprio numero, si porta il vassoio nella zona predisposta, si mangia, si riparte. Che ve lo dico a fare: grande assortimento di frutti di mare (ricci, fasolari, ostriche, cozze), ottimi primi (riso e cozze o lasagna di mare), pesce spada, frittura, alici marinate ecc. ecc. E se volete strafare ci sono le bottiglie di vino di Albano Carrisi!
L'Isola del Sole
via Panoramica (litoranea per Leuca) - Castro (LE)


A Fumone, bel borgo ciociaro dominato dal castello che fumava per avvisare dei pericoli, e che è stato la prigione di Papa Celestino V, appena entrati si trova questa trattoria a menu fisso e aspetto medievale, con i camerieri vestiti in maniera tradizionale e con le cioce, il ragazzino che suona la fisarmonica e la cucina casareccia e abbondante. Arriva tutto in sequenza, senza fare altro che aprire e chiudere ritmicamente la mandibola: antipasto di salumi e formaggi, pastasciutta fatta in casa, maltagliati e fagioli, arrosto misto, insalata o patate, nonchè le ciambelline da intingere nel vino (quest'ultimo è peraltro l'unica nota dolente del posto). Se ce la fate, poco più avanti c'è un fornaio che sforna splendidi biscottoni con vari gusti!
La Taverna del Barone
via del Ponte, 4 - Fumone (FR)
tel. 0775 49655
chiuso lunedì
sito web
A Castro, cittadina fortificata nel Salento poco più a sud di Otranto, affacciata su uno splendido mare scoglioso, c'è da un paio di anni una "friggitoria" che a dispetto del nome in realtà è una pescheria che oltre a vendere direttamente pesce e frutti di mare ha creato una tavola calda dove mangiare i prodotti comodamente seduti in mezzo a ulivi e fichidindia, ovviamente a prezzi irraggiungibili per ogni possibile alternativa romana :-( Si arriva, si parcheggia, si scrive su un foglietto la comanda, si paga, si attende il proprio numero, si porta il vassoio nella zona predisposta, si mangia, si riparte. Che ve lo dico a fare: grande assortimento di frutti di mare (ricci, fasolari, ostriche, cozze), ottimi primi (riso e cozze o lasagna di mare), pesce spada, frittura, alici marinate ecc. ecc. E se volete strafare ci sono le bottiglie di vino di Albano Carrisi!
L'Isola del Sole
via Panoramica (litoranea per Leuca) - Castro (LE)
martedì 21 luglio 2009
Prossima fermata: Shawarma Station
Un po' di anni fa, quando avevo voglia di mangiare un bel kebab (o döner, o shawarma), dovevo aspettare di rientrare in Germania, paese che si dice abbia dato i natali al panino così come lo conosciamo noi (i turchi di Berlin Kreuzberg). Da un po' di tempo a questa parte invece lo spiedo rotante è riuscito anche ad imporrsi nel panorama culinario italiano il quale, a causa della sua forte tradizione e grande varietà, è più ostico quando si tratta di dover accogliere gusti e pietanze estranee alla dieta mediterranea nostrana.
Ad ogni modo, che piaccia o non piaccia ai tradizionalisti italici, la quantità di kebabbari a Roma è esplosa ed è possibile trovarne uno quasi ad ogni angolo della città, spesso integrati nelle tradizionali pizzerie al taglio. Molti di noi hanno quindi un kebabbaro di riferimento, ritenuto, a torto o a ragione, "il migliore" della città", ma visto il quadro decisamente disorientante, noi della "sezione internazionale e multiculturale" di Magnaroma non vogliamo lasciar soli i nostri lettori e intendiamo fornire un'altra delle nostre solite indicazioni doc.
Trattasi di Shawarma Station, take away libanese in pieno centro nelle immediate vicinanze di Santa Maria Maggiore. Menù ricco e variegato che vede ovviamente la presenza del shawarma (nel piatto oppure arrotolato nella tradizionale piadina araba), degli falafel e del hummus, così come di tante altre cose (buone) di cui ignoriamo il nome, come per esempio uno spezzatino di fegato che non abbiamo ancora assaggiato, del riso speziato con mandorle, rotoli di foglie di vite ripiene nonché il classico pollo arrosto e patatine fritte.
Pietanze decisamente abbondanti e saporite e prezzi assolutamente accesibili e competitivi. Il locale è molto semplice: un lungo bancone all'ingresso, gestori molto cortesi e simpatici (se state in fila e siete fortunati vi offrono un falafel per ingannare l'attesa), clientela molto variopinta che vede la presenza di arabi vari, turisti americani e romani stanchi della solita pizzetta, e una volta superato l'ingresso si trova una sala con alcuni tavoli e posti a sedere.
Ah, se in queste serate calde d'estate pensate di rinfrescarvi accompagnando lo shawarma con una bella birra, attenzione: il locale è rigorosamente no alcohol! In alternativa optate per l'Ayran, la tradizionale bevanda allo yogurt. Inshallah!
Shawarma Station
Via Merulana 271 (S. Maria Maggiore)
Tel.: 06/4881216
Ad ogni modo, che piaccia o non piaccia ai tradizionalisti italici, la quantità di kebabbari a Roma è esplosa ed è possibile trovarne uno quasi ad ogni angolo della città, spesso integrati nelle tradizionali pizzerie al taglio. Molti di noi hanno quindi un kebabbaro di riferimento, ritenuto, a torto o a ragione, "il migliore" della città", ma visto il quadro decisamente disorientante, noi della "sezione internazionale e multiculturale" di Magnaroma non vogliamo lasciar soli i nostri lettori e intendiamo fornire un'altra delle nostre solite indicazioni doc.
Trattasi di Shawarma Station, take away libanese in pieno centro nelle immediate vicinanze di Santa Maria Maggiore. Menù ricco e variegato che vede ovviamente la presenza del shawarma (nel piatto oppure arrotolato nella tradizionale piadina araba), degli falafel e del hummus, così come di tante altre cose (buone) di cui ignoriamo il nome, come per esempio uno spezzatino di fegato che non abbiamo ancora assaggiato, del riso speziato con mandorle, rotoli di foglie di vite ripiene nonché il classico pollo arrosto e patatine fritte.
Pietanze decisamente abbondanti e saporite e prezzi assolutamente accesibili e competitivi. Il locale è molto semplice: un lungo bancone all'ingresso, gestori molto cortesi e simpatici (se state in fila e siete fortunati vi offrono un falafel per ingannare l'attesa), clientela molto variopinta che vede la presenza di arabi vari, turisti americani e romani stanchi della solita pizzetta, e una volta superato l'ingresso si trova una sala con alcuni tavoli e posti a sedere.
Ah, se in queste serate calde d'estate pensate di rinfrescarvi accompagnando lo shawarma con una bella birra, attenzione: il locale è rigorosamente no alcohol! In alternativa optate per l'Ayran, la tradizionale bevanda allo yogurt. Inshallah!
Shawarma Station
Via Merulana 271 (S. Maria Maggiore)
Tel.: 06/4881216
Il Cortile del Politecnico
Haloa a tutti dal giovane collaboratoe free-lance Gio'. Qualche tempo fa son andato a vedermi un film al Cinema Fandango e uscendo avevo una gran fame, anzi avevamo un gran fame, essendo con me la mia bella compagna bionda.
Vabbè famola più breve, se siete andati al cinema sapete che nel cortile c'è un piccolo ristorante/bistrò che l'estate mette i tavolini fuori, sennò come riferimento, stiamo parlando del quartiere Flaminio e della strada in cui c'è anche il ristorante Tiepolo, anche chiamato "La Patata" per la frequenza di questo piatto nei suoi piatti (.... oggi mi si deve seguire... ci siete?).
L'entrata è piuttosto nascosta, infatti si entra dal passo carrabile d'accesso al cortile, per poi accedere al cortile vero e proprio, in cui c'è una palestra, gli ufficio di fandango roma, il cinema e, sotto la frasca verde piccola, il nostro bistrot. In ogni caso eravamo 2, abbiam mangiato [fortuna che c'ho il suggeritore...] fiori di zucca ripieni al forno (così così), torta di scarola (buona) e polpettine al curry con riso e verdure (buona), una boccia d'acqua, un bicchiere di bianco, totale 31,5€.
Questo posto è carino, semplice, serve soprattutto piatti pronti che vengono riscaldati [tipo lasagne, pasta al forno, torte salate] ma anche preparati sul momento oltre a salumi e formaggi e può essere una valida alternativa alle poche offerte di quella zona, soprattutto quando, per esempio, si esce affamati dallo spettacolo all'Auditorium.
Bistrot Il Cortile Del Politecnico
Via G.B. Tiepolo 13/a (Flaminio)
Tel. 06.3224005
Vabbè famola più breve, se siete andati al cinema sapete che nel cortile c'è un piccolo ristorante/bistrò che l'estate mette i tavolini fuori, sennò come riferimento, stiamo parlando del quartiere Flaminio e della strada in cui c'è anche il ristorante Tiepolo, anche chiamato "La Patata" per la frequenza di questo piatto nei suoi piatti (.... oggi mi si deve seguire... ci siete?).
L'entrata è piuttosto nascosta, infatti si entra dal passo carrabile d'accesso al cortile, per poi accedere al cortile vero e proprio, in cui c'è una palestra, gli ufficio di fandango roma, il cinema e, sotto la frasca verde piccola, il nostro bistrot. In ogni caso eravamo 2, abbiam mangiato [fortuna che c'ho il suggeritore...] fiori di zucca ripieni al forno (così così), torta di scarola (buona) e polpettine al curry con riso e verdure (buona), una boccia d'acqua, un bicchiere di bianco, totale 31,5€.
Questo posto è carino, semplice, serve soprattutto piatti pronti che vengono riscaldati [tipo lasagne, pasta al forno, torte salate] ma anche preparati sul momento oltre a salumi e formaggi e può essere una valida alternativa alle poche offerte di quella zona, soprattutto quando, per esempio, si esce affamati dallo spettacolo all'Auditorium.
Bistrot Il Cortile Del Politecnico
Via G.B. Tiepolo 13/a (Flaminio)
Tel. 06.3224005
lunedì 20 luglio 2009
Aggiornamenti e conferme
Ehilà, cari lettori, sotto la cappa afosa che incombe sulla Capitale, ma che non impedisce che all'una il Raccordo sia intasato (ma dove va la gggente?), stavolta c'è solo la forza di un rapido aggiornamento e alcune conferme.
Giovedì sera cena sotto la veranda da Roberto er Laziale, che nonostante il nome suoni quasi come un insulto (e nonostante che sul biglietto da visita ci sia scritto "Da Carlo"...) si conferma un'ottima trattoria, compreso il cameriere albanese che dice di essere marchigiano (e forse lo è) e che scherza con tutti e soprattutto con le ragazze (capirai, al tavolo c'era una spagnola e una calabrese!). Vabbè, in sostanza i primi sono strepitosi e abbondanti (carbonara, amatriciana, cacio&pepe, pesce), ottimi gli involtini tra i secondi di carne (fatti alla perfezione), ma dimenticabile la frittura di pesce poco croccante. Il conto sui 17 euri a testa, ci si può stare. Aggiornamento importante: il numero di telefono è 333.4108829 oppure 338.9934188, cancellate il vecchio numero fisso a cui ora risponde un rozzo individuo che s'è scocciato di dire sempre "no, non è la trattoria"... L'indirizzo come ovvio via dell'Acqua Bullicante 106, a fianco del distributore IP (non c'è insegna, ovvio).
Il sabato precedente pranzo familiare all'Osteria Fontana Candida, un posto decisamente da consigliare: prezzi equi (circa 30 euri cadauno), servizio attento, vini del territorio con ricarichi onestissimi, proprietario arrivato al tavolo che si è messo a parlare con noi, cucina elaborata ma non eccessiva e comunque sempre legata al territorio (per esempio, il risotto con le erbette coltivate nell'orto), carta dei caffè e dei té per completare il pasto... Promosso!
Qualche giorno fa il nostro collaboratore free-lance Giò è tornato alle Quattro Monete e ha descritto positivamente la sua esperienza marinara a Centocelle: antipasti cotti, lasagna di pesce, gnocchi con arancia e gamberi, linguine con gamberetti e pachino, frittura, pezzogna, 2 bocce di vino della casa, 2 tiramisù. Risultato? 30 euri precisi precisi a testa, e tutti contenti!
Giovedì sera cena sotto la veranda da Roberto er Laziale, che nonostante il nome suoni quasi come un insulto (e nonostante che sul biglietto da visita ci sia scritto "Da Carlo"...) si conferma un'ottima trattoria, compreso il cameriere albanese che dice di essere marchigiano (e forse lo è) e che scherza con tutti e soprattutto con le ragazze (capirai, al tavolo c'era una spagnola e una calabrese!). Vabbè, in sostanza i primi sono strepitosi e abbondanti (carbonara, amatriciana, cacio&pepe, pesce), ottimi gli involtini tra i secondi di carne (fatti alla perfezione), ma dimenticabile la frittura di pesce poco croccante. Il conto sui 17 euri a testa, ci si può stare. Aggiornamento importante: il numero di telefono è 333.4108829 oppure 338.9934188, cancellate il vecchio numero fisso a cui ora risponde un rozzo individuo che s'è scocciato di dire sempre "no, non è la trattoria"... L'indirizzo come ovvio via dell'Acqua Bullicante 106, a fianco del distributore IP (non c'è insegna, ovvio).
Il sabato precedente pranzo familiare all'Osteria Fontana Candida, un posto decisamente da consigliare: prezzi equi (circa 30 euri cadauno), servizio attento, vini del territorio con ricarichi onestissimi, proprietario arrivato al tavolo che si è messo a parlare con noi, cucina elaborata ma non eccessiva e comunque sempre legata al territorio (per esempio, il risotto con le erbette coltivate nell'orto), carta dei caffè e dei té per completare il pasto... Promosso!
Qualche giorno fa il nostro collaboratore free-lance Giò è tornato alle Quattro Monete e ha descritto positivamente la sua esperienza marinara a Centocelle: antipasti cotti, lasagna di pesce, gnocchi con arancia e gamberi, linguine con gamberetti e pachino, frittura, pezzogna, 2 bocce di vino della casa, 2 tiramisù. Risultato? 30 euri precisi precisi a testa, e tutti contenti!
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