martedì 17 dicembre 2013

Eataly si dà all'hamburger

Eataly ha creato il suo primo spin-off con le hamburgerie aperte in varie città italiane e finalmente anche Roma, all'inizio di via Veneto, in una zona già descritta su queste pagine come avara di soddisfazioni per i gastro-funzionari in cerca di qualcosa di decente...

Ora è possibile pranzare e cenare con buoni panini, composti da carne piemontese (ma quante vacche vengono allevate lassù?...) e formaggio raschera, e racchiusi in pane selezionato e adatto all'hamburger, nonchè accompagnati da altrettanto buone patatine e innaffiati (nel mio caso) dalla gazzosa Lurisia. Il test è stato positivo, e il prezzo del menu a 12,80 euri (panino + patatine + bibita) corretto. Forse meno riuscito il kebab, ma qui ci si va per l'hamburger.

E poi la luce blu elettrizza l’attesa... Che sarebbe? Sarebbe che quando ordini ti danno un fantascientifico (!) dischetto da portare al tavolo (sul modello dei newyorkesi Shake Shack), che si accende quando il panino è pronto, per cui bisogna alzarsi e recarsi all'apposito sportello! Eh sì, perchè questo è comunque un fast food, non c'è servizio e il tavolo bisogna arpionarlo da soli, e può essere complicato quando per i gastro-funzionari di cui sopra si avvicina il momento agognato del pranzo ;-)


L'Hamburgheria di Eataly
Via Veneto, 11 (piazza Barberini)
Tel: 06 42016531
Sito ufficiale

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lunedì 16 dicembre 2013

Una Casetta a nord-ovest

Ecco una recensione del nostro nuovo collaboratore freelance Gab, che copre una parte della città a cui la redazione storica di MagnaRoma è poco avvezza...
Quella mappa delle “100 trattorie 100” piena di segnalini blu e rossi così sbilanciata verso est, io, abitante di Monte Mario, non l’ho mai mandata giù. In effetti la cucina romana è sempre stata proiettata verso i Castelli che fanno tanto gita fuori porta, abbuffata e vino ‘bbono, ma anche in zona Roma Nord-Ovest, fuori dalla famigerata fascia verde, è ancora possibile trovare qualche chicca.
 
 
Siamo a pochi passi dal Parco S. Maria della Pietà, lungo l'antica Via Triumphalis, sul tracciato di uno degli ingressi delle Vie Francigene a Roma: “Sotto la ferovia, doppo er Santamaria (che li matti fori stanno e li savi invece drento) c’è ‘na fraschetta.” Così vi accoglie l’Hostaria La Casetta, piccolo locale da 30 coperti arredato alla “di tutto un po’” ma con una ottima cucina tradizionale romana: rigatoni al sugo di coda, pasta e fagioli, gnocchi al sugo di spuntature e salsiccia (la nostra scelta) oltre ai grandi ma più comuni classici.
Per secondo il menu del giorno proponeva trippa, coda, fagioli e cotiche, lingua e così via, ma la mia scelta è andata su delle costolette di agnello accompagnato dalle puntarelle. I piatti li vedete in foto, per il gusto… venite a provare !!!
Due primi, un secondo, un contorno, acqua, mezzo rosso in bottiglia e due caffè 37 euro.
 


La Casetta
Via Trionfale 9245 (Monte Mario)
Tel. 06/3388543
Aperto a pranzo e cena - Chiuso il lunedì
Sito ufficiale



lunedì 19 agosto 2013

Dar Bruttone e Lacapagira, San Giovanni in recupero

Quale antidoto migliore per combattere il back-to-work blues (sì, sono tornato a Roma, ahimè!) che buttare un occhio sulla mappa di Magnaroma per individuare qualche nuovo posto mangereccio da testare in questa seconda metà di agosto, magari anche evitando locali affollati e prenotazioni impossibili? Nessuno, ovviamente. Tuttavia, guardando la città dall'alto mi sono reso conto che la zona in cui abito (San Giovanni) è tutta incorniciata da diverse recensioni di osterie situate nelle zone limitrofe (prima tra tutte il Pigneto, ma poi anche l'Appio Latino e l'Esquilino) mentre sono del tutto assenti segnalazioni di locali che le persone residenti tra San Giovanni, Piazza Re di Roma e Piazza Lodi possano raggiungere magari a piedi, evitando in questo modo anche l'utilizzo dell'automobile. 

Colgo quindi l'occasione per buttar lì due brevissime segnalazioni in plain text (ovvero senza foto, perché anche secondo me il cibo sta lì per essere mangiato) che avevo messo da parte un po' di tempo fa.

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DAR BRUTTONE
Si tratta di una trattoria a pochi passi da Piazza Re di Roma che incarna in modo perfetto lo spirito di Magnaroma: ottima cucina romana della tradizione (con qualche piccola innovazione), ambiente che ricorda le osterie di quartiere di una volta, costo assolutamente contenuto.

Molto interessante l'antipasto della casa, composto da mozzarellina di bufala (normale ed affumicata, quest'ultima veramente degna di nota), bruschette con cicoria e lardo, tippa morbidissima e saporita al punto giusto, prosciutto e verdure grigliate. Rigorosamente da prendere in due e solo se si ha quel po' di fame in più perché altrimenti rischiate di lasciare le altre portate nel piatto. I primi confermano le ottime impressioni iniziali. Da provare la carbonara del Bruttone, con il tartufo, e buona anche la classica amatriciana. Considerando le porzioni più che abbondanti non siamo andati oltre con i secondi, motivo per il quale ci siamo promessi di ritornarci presto. Il tutto, con acqua naturale e vino della casa che va più che bene, per un costo totale di poco meno di 20 euri a testa. 

Il personale è molto cortese e disponibile e tutto ciò fa sì che il posto sia abbastanza popolare in zona, motivo per il quale si consiglia vivamente di prenotare.

Dar Bruttone
Via Taranto n. 118 (San Giovanni)
06 89024870

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LACAPAGIRA
Salendo su per Via Foligno, che è una traversa di Via Taranto, ci si imbatte dopo una breve camminata nella trattoria protagonista della seconda segnalazione, ovvero Lacapagira. Si tratta di un'interessante osteria che serve specialità pugliesi e che rispetto al Bruttone ha un ambiente più curato e raffinato, senza però voler essere pretenzioso. 

Anche qui iniziamo con un abbondante antipasto composto dall'immancabile burrata e latticini vari nonché da diversi altri assaggi di pesce che variano a seconda di cosa offre la cucina (ottimo il tortino di polpo con patate). Buoni e abbondanti anche i primi, nel nostro caso un saporito spaghetto alle vongole con zucchine e bottarga e le classiche orecchiette con cime di rapa. Ottima e fresca la frittura di pesce, presa in un'occasione, mentre sugli altri tavoli abbiamo visto un interessante pesce al forno (sarà stata una spigola o un'orata) con patate, pachino ed olive. 

Rispetto al Bruttone si spende di più ma le abbondanti porzioni fanno sì che il rapporto qualità/prezzo sia comunque buono. Questo vale in particolare se si opta per il menù fisso a 25 euro (antipasto, primo e frutta + calice di vino) oppure a 30 euro (primo, secondo e dolce + calice di vino), che però a quanto pare e disponibile solo il venerdì e comunque non nel weekend, dove probabilmente si spende un po' di più. 

Lacapagira
Via Voghera n. 10 (San Giovanni)
06 7012811

lunedì 3 giugno 2013

Moma Ristorante, a due passi da Piazza Barberini

Aprire un ristorante e chiamarlo Moma è una grossa responsabilità. E' senza dubbio un nome che crea aspettative di "fine dining" e una dose di innovazione nei piatti. Vediamo se la cucina ottiene quanto promesso.

Il locale, in via San Basilio, tra via Bissolati e Piazza Barberini, è sviluppato su due piani. Il ristorante è al piano superiore, mentre il bar al pian terreno. Il profilo degli chef e la storia li potete trovare qui. L'ambiente è moderno, elegante ma informale, una caratteristica che si ritrova ampiamente nei piatti e sembra essere un po' la vocazione dei locale. Basta infatti dare un'occhiata al menu per capire che elementi della cucina romana vengono fusi con ingredienti della cucina internazionale.

Iniziamo con la selezione di pane e pizza, ben presentata e ottima.



Ho scelto piatti à la carte, ma è disponibile un menu degustazione a 45€ molto interessante. Si inizia con una amuse bouche: polenta bianca con pecorino romano e pop corn. Questi ultimi sono lì forse per creare un elemento di sorpresa, perché a mio parere non danno nessun valore aggiunto ad un'ottima combinazione di sapori.



Il secondo amuse bouche è una delle creazioni più riuscite tra quelle provate. Si tratta di cornetti ripieni di crema piccalilli di arancio e zenzero.


Altri due stuzzichini per iniziare nella forma di fave fritte e mini crostini.





Passiamo agli antipasti. Piccione in due cotture. Il petto è grigliato, la coscia confit.

E uovo poché, crema di asparagi bianchi, parmigiano 36 mesi, caviale povero.

Presentazioni molto moderne e cotture perfette. Il piccione è uno degli ingredienti che verranno ricordati come tormentoni dei tardi anni '00 e inizio '10, ciò non toglie che se cucinato alla perfezione, come in questo caso, ci si lascia tormentare volentieri. Senza dubbio una delle star della cena. L'uovo poché, interessantissimo per le diverse consistenze, sarebbe stato perfetto se i sapori fossero stati più bilanciati. Il parmigiano di 36 mesi è il padrone incontrastato del piatto. 
Veniamo ai primi: cappelletti ripieni di cinta senese e mandorle serviti su crema di parmigiano e polvere di caffè. Eccellente la pasta, sottile al punto giusto. Due i sapori fortissimi e dominanti. La carne del ripieno e di nuovo il parmigiano. Il fatto che ci siano mandorle e caffé passa del tutto inosservato, se non per un breve timido accenno di amaro.


Ed ecco i chitarrini di Gragnano alla gricia serviti con guanciale croccante e scaglie di cacio sbronzo. Ordinarli mi strappa un sorriso, pochi giorni prima mi sono imbattuto nella ennesima lista di AMLO in cui al punto 3 si dice che ormai la pasta se non è di Gragnano non ha più dignità.



Al di là delle concessioni alle mode del momento la gricia è ottima. Guanciale portato al limite della croccantezza e di nuovo il duo "maiale e cacio" che domina. Almeno qui non ci sono elementi che distraggono: l'essenza della gricia è questa, maiale e cacio. Ottima interpretazione di un classico. E' la terza star della serata.
Passiamo ora al secondo: galletto alla livornese servito per due persone. Anche in questo caso cottura perfetta sia per la carne che per i peperoni, e la salsa è ridotta al punto giusto.



Arrivati a questo punto notate che manca quasi del tutto un colore nelle foto sopra: il verde. No, non è un problema del monitor. Avendo prediletto un menu carnivoro mi sono reso conto che nessuna verdura è prevista a rompere i toni tipici della carne. La proteina la fa da padrona incontrastata. Un occhio ai tavoli vicini mi dice che è proprio una scelta. Tra i piatti di pesce invece si scorge un filetto di rombo alla mugnaia con spinaci e altri piatti in cui il verde c'è.
Finiamo con il dolce. Un classico soufflé. Le strade che portano ai ristoranti con vocazione di "fine dining" sono lastricate di soufflés sgonfi, e questo è uno di quelli. Ottima la salsa di lamponi.



In conclusione Moma è un ristorante molto interessante, indicatissimo per chi ama sapori forti e ingredienti che dominano la scena. Ho provato alcune grandi interpretazioni e anche piatti con uno o due ingredienti che dovrebbero dare l'elemento sorpresa (e trendy come il caffé sulla carne) ma che non aggiungono nulla al piatto, eccetto il punto interrogativo di aver letto un ingrediente che non si ritrova nel sapore.
Moma é un ristorante valido con ottime idee e chef che hanno esperienza europea che emerge chiaramente  nei loro piatti. Manca ancora un po' per essere al pari con altri ristoranti di questa fascia nella Capitale, basterebbe abbandonare pop corn e caffé.


Moma Ristorante
Via di San Basilio, 42 (piazza Barberini)
Tel. 06 4201 1798
Sito Ufficiale (in costruzione)

lunedì 27 maggio 2013

Fettuccine e pizza al Mattarello

Se amate i lounge con un'atmosfera cheap retrò ma chic e snob sempre in, con maitre, sommeiller e chef grand gourmet... nun ce venite!

Hamburger e involtini primavera dalli ar gatto, magnate romano.

Nun ve fate incantà da li napoletani. (intesi come pizzaioli, NdR)



Solo per la pubblicità che hanno ideato sui giornali romani questa pizzeria e trattoria alla Magliana (con succursale ai Parioli...) si meriterebbe un'affluenza massiccia. Se poi aggiungiamo che sono aperti da tre anni ma già danno l'impressione di essere una trattoria rodata, vuol dire che il giudizio del Politburo di MagnaRoma è positivo: ci è piaciuto! Lo dimostriamo con questa recensione che doveva essere a 12 mani (no, non c'era la Dea Kalì), ma visto che "m'hanno rimasto solo" (cit.) mi faccio io portavoce di tutta la redazione...




Dopo tanto tempo, finalmente l'ho provato! La pubblicità mi aveva fatto venire l'acquolina in bocca per le fettuccine fatte in casa, e quindi non ho proprio guardato le proposte del pizzaiolo, ma mi sono concentrato sulle alternative disponibili: cacio&pepe, arrabbiata, pesto... e ho fatto la scelta più semplice, col pomodoro e parmigiano (foto sotto). Mi è piaciuta sia la consistenza della sfoglia che il sapore del generoso condimento, che rendono il posto decisamente una meta interessante dove tornare presto, anche se forse la cacio&pepe assaggiata dal piatto di Gennaro, e arrivata al tavolo su un padellone (foto sopra), era la scelta migliore.



Il giudizio è reso ancora più positivo dalle quantità pantagrueliche e da un servizio veloce e amichevole ma non invadente. Prima ancora abbiamo assaggiato qualche fritto tanto per aprirci lo stomaco (se mai ce ne fosse bisogno...): buoni ma non indimentacabili le alici, i carciofi, i supplì e il baccalà.

Qualcuno invece si è sacrificato per voi lettori e ha optato per la pizza... anche questa è stata una scelta azzeccata, con un impasto basso alla romana, generoso condimento e sapori decisi. La pizza provata è stata quella broccoli e salsiccia, che è piaciuta molto e sazia notevolmente.


Meno entusiasmanti i dolci, con proposte poco creative tra cui un tiramisù discreto e uno "sfoglialino" (o qualcosa del genere) al bicchiere in cui la crema in alto non si amalgama con il biscotto in basso.



Invece note dolenti col vino della casa, decisamente insignificante e fornito in bottiglia già aperta e non corrispondente al contenuto (ma volendo c'era qualcosa dell'onnipresente Casale del Giglio), nonostante il foglietto dell'"oste psicologo" invogliasse a provarlo anche nella versione "fiasco" :-(


Conto sui 25 euri a persona, ben spesi, soprattutto per quanto riguarda il "core business" delle fettuccine, ma comunque è un posto accogliente che invoglia a tornare. Promosso!



Il Mattarello 
Via della Magliana, 210 (angolo Via Cutigliano)
Tel. 06 55283871
Sempre aperto solo a cena
(succursale Viale Liegi, 64 - tel. 06 8554083 - aperto anche a pranzo escluso sabato)
Sito ufficiale (molto scarno, ma con prenotazione on-line!)
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