giovedì 22 dicembre 2011

Open Colonna promosso!

Open Colonna è lo spazio multifunzionale nel roof garden del Palazzo delle Esposizioni, gestito dallo chef Antonello Colonna. La sera è un altro mondo, dedicato prima all'aperitivo e poi all'alta cucina, e la domenica e festivi ospita un brunch abbastanza salato (non nel senso di saporito...), mentre la promozione a pieni voti si riferisce al buffet del pranzo, che con 16 euri permette di mangiare bene, in un posto bello e luminoso, evitando le trappole per turisti del centro e le trappole per impiegati di via Nazionale e piazza Barberini.
Intendiamoci, niente di clamoroso, ma volendo assaggiare un po' di tutto il rapporto qualità/prezzo è molto favorevole, e per i foodies c'è il plus della presenza del Maestro Stellato che vigila sull'operato della sua brigata e intrattiene amici e conoscenti.
Sul versante freddo oggi c'erano 3 primi (sedanini, riso venere e altro cereale non identificato), alcuni secondi e contorni (insalata di mare, ceci, pollo bollito) e qualche formaggio o salume. Sul versante caldo faceva bella impressione una zuppa di fagioli, del pollo coi peperoni e i broccoli. E poi i dolci: panna cotta, tiramisù, pastiera (a Natale?? sì, a Natale, lo chef fa quello che gli pare!), caprese e biscottini misti. In più, l'acqua costa 2,50 e il caffè 2 euri.
Certo, la presenza di Woody Allen sarebbe stata impagabile, ma anche così il posto merita, soprattutto perchè lontano dai flussi turistici e decisamente particolare rispetto allo standard romano. Oltretutto potrete dire di aver mangiato in un ristorante che ha una stella Michelin...
Open Colonna
via Milano, 9a (scalinata all'inizio del Traforo o da via XX Settembre)
tel. 06.47822641
a pranzo buffet a 16€ - a cena alla carta - domenica e festivi brunch 30€
chiuso lunedì
sito ufficiale

mercoledì 7 dicembre 2011

La mi porti un bacione a Firenze

Appena rilanciata da Benigni, questa vecchia canzone ben si attaglia (!) all'esperienza gastronomica fuori porta (parecchio fuori porta...) dello scorso weekend: lo storico trippaio Nerbone dentro al mercato fiorentino di San Lorenzo, a due passi dal Duomo e dalla stazione centrale.

Apro qui una dolorosa parentesi: ma perchè mai a Roma è impossibile mangiare dentro i mercati? Non voglio fare paragoni devastanti con Barcellona dove la Boqueria ma anche Santa Caterina pullulano (!!) di bar a tapas che utilizzano i prodotti dei banchi... Mi chiedo però perchè un mercato centrale come quello Esquilino, peraltro realizzato da poco, non abbia alcun luogo dove sedersi e mangiare specialità romane (vista la città) o etniche (visto il quartiere) godendosi la frenesia del contorno, o anche perchè non ci sia nulla del genere nei nuovi mercati di Trionfale e (ma qui spero di sbagliarmi) Testaccio.

Chiudiamo la parentesi e torniamo a noi. Nerbone esiste da un sacco di tempo (dicono dal 1872) ed offre quanto di più semplice, ossia panini zuppe e poco altro, in uno dei luoghi più affascinanti quale è un mercato ottocentesco in ferro battuto. Si va alla cassa, si ordina, si aspetta la catena di montaggio del panino, si prende il vassoio, ci si siede (stretti) in mezzo a nugoli di giapponesi festanti (tanto che qui i banchi scrivono i cartellini in italiano inglese e giapponese). Poca scelta, ma perfetta per un weekend sull'Arno: crostini toscani, panini col bollito e col lampredotto, zuppa del giorno (noi abbiamo beccato i porri), primo del giorno (c'era il ragù di cinghiale), qualche secondo di "ciccia" (spezzatino, bollito, peposo...) e qualche contorno, vino rosso sfuso, cantuccini e vin santo. Il costo dipende chiaramente da cosa e quanto mangiate, ma diciamo che con 12-15 euri ci si sazia.

Nota di merito per gli abbondanti e ottimi panini e per i cantuccini, molto morbidi rispetto a quelli che si trovano quaggiù e assolutamente deliziosi. Ovviamente il lampredotto è una scelta di vita: o si ama o si odia... e infatti io ho ripiegato sul bollito con salsa verde, però stare lì al bancone a guardare la preparazione rimane affascinante, con il pezzone di trippa estratto dalla pentola, sbattuto sul tagliere, sminuzzato e schiaffato nel panino. Per pranzo, ricordatevi di andare presto, se volete evitare lunghe code e soprattutto che finiscano alcune cose, altrimenti di mattina o di pomeriggio fate un salto per uno spuntino corroborante :-)


Nerbone
Piazza del Mercato Centrale, 47/r
Solo a pranzo - Chiuso domenica
Le recensioni su 2spaghi e TripAdvisor

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giovedì 27 ottobre 2011

Un Salotto senza andare da Ikea

Se guglate insieme Salotto + Ikea usciranno come risultati tutti i mobili svedesi per la vostra casa... se invece specificate "Salotto Culinario" troverete un ristorante strano, proprio vicino a Ikea Anagnina, dentro quello che con un po' di sana modestia viene chiamato "Castello Peroni" anche se non c'entra nulla con la birra: sì, quella costruzione super trash a sinistra della Tuscolana subito dopo il raccordo, sì quella :-)
Dentro però è un altro mondo: il giovane chef Adriano Baldassarre, dopo l'esperienza a Zagarolo, si sta man mano avvicinando a Roma, e prima di atterrare al centro (via Nazionale angolo via Milano...) si è fermato per ora - fortunatamente per noi abitanti del decimo municipio - all'altezza del grande raccordo anulare che circonda la capitale!

Perchè trova spazio dentro MagnaRoma? Perchè sebbene costoso non è inaccessibile, e mantiene un'attenzione alla cucina e ai prodotti romani molto ma molto interessante. Da un lato, infatti, i menu degustazione stanno sui 35-45 euri vino escluso (ma a pranzo si scende vertiginosamente a 13! - oddio, ma quale motivo dovrebbe spingere uno a pranzo a stare dalle parti di Anagnina?), e dall'altro lato frutta e verdura arriva dal mercato di Grottaferrata, il pesce da Anzio e salumi/formaggi da Dol a Centocelle, con una filosofia di attenzione al territorio e di km 0 che fa piacere.
Ieri sera, dopo aver parcheggiato ai piedi del Castello (scusate, mi fa troppo ridere sta costruzione...) siamo entrati nel Salotto deserto (causa giornata di campionato infrasettimale) che si è via via riempito ma poco e con lo sfondo delle grandi vetrate e dei grandi refrigeratori per il vino ci siamo seduti e abbiamo scelto di disdegnare i menu e provare invece gli antipasti più celebrati nella blogosfera: le polpette di coda alla vaccinara (sublimi, morbide e saporite) e il cannolo di burrata (un po' slegato, ma ottima consistenza - si dice così?).

Subito dopo due primi diversi: io gli spaghetti con alici e pangrattato e lei la gricia, entrambi ottimi e in porzioni corrette (non da nouvelle cuisine, e senza piatti enormi con due fili di pasta dentro!). Infine due dolci: io un fondente al cioccolato eseguito alla perfezione con un netto contrasto tra l'interno liquido e la copertura friabile, e lei un semifreddo con albicocche, mandorle e caramello salato giudicato molto ma molto buono. Quasi 50 euri cadauno (compreso un bicchiere di vino e di passito per me) e passa la paura! Rapporto qualità/prezzo favorevole, la qualità c'è e si sente.
Almeno quattro note di merito: l'ambiente è bello, moderno ma nientaffatto freddo; il menu è semplice, con nomi brevi e chiari ma non fantasiosi e la descrizione di tutti gli ingredienti del piatto (la pasta, per dire, cominciava con "farina 00, uova, ..."); la pasta, appunto, è fatta in casa; il servizio è attento, rapido ma non invadente, e anche lo chef viene in sala a informarsi o a proporre. Totalmente consigliato, e sbrigatevi finchè c'è Baldassarre :-(
Salotto Culinario
Via Tuscolana, 1199 (Anagnina)
Tel. 06 72633173
Chiuso la domenica, e anche lunedì e sabato a pranzo
Sito ufficiale
Le recensioni di Scatti di Gusto, Via dei Gourmet, Italian Linguini e del Corriere.

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lunedì 24 ottobre 2011

Se il Duca non è solo Ellington

Si chiama Cotton Club, ma non ci troverete Duke Ellington, bensì Ottavio Pietrantonio. Un altro Duca, a modo suo. E in quanto a duchi, il luogo ne ha avuti a iosa. Procediamo con ordine. Ottavio è l'anfitrione del Cotton Club, osteria a conduzione familiare nel cuore di Benevento, città ricca di testimonianze storiche e centro archeologico di prima importanza. Il Cotton Club è a due passi dall'Obelisco di piazza Papiniano. Sembra un riferimento ostico per i non beneventani, in realtà è un indizio essenziale: appena avvistato il piccolo obelisco buttatevi nel vicolo e lì troverete il locale. Ottavio accoglie i clienti con una citazione di Proust: "La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l’arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli". Ottavio ha vergato quelle parole all'ingresso, a monito del turista distratto, pensando a Benevento. Il genio della letteratura si riferiva invece a un Paese europeo, circondato dal mare sui tre lati, a forma di stivale. Quale?

Il Cotton Club ha interni accoglienti (cosey, come dicono gli inglesi? Sì, cosey) con pareti che esplodono di quadri e oggetti senza apparire pesanti, il servizio è di antica cortesia, i piatti sono tradizionali ma non troppo, con ingredienti di stagione per lo più locali, senza fondamentalismi. Nel menù spicca lo spaghetto "Vucciria" omaggio a Palermo, per non parlare dei Fiori di Venere (in foto), ovvero riso venere con fiori di zucca, che abbiamo gustato in una fresca serata estiva, semplicemente sublimi. Ingredienti locali quindi, senza che la scienza in cucina resti confinata all'ombra del campanile.

Al Cotton Club si dà grande attenzione ai formaggi, alle carni, alla selezione delle verdure. I bocconcini di maiale che si sciolgono in bocca, prosciutto e fichi di prima scelta, nel peperone ripieno i sapori raggiungono armonie celestiali, in cantina i vini sono essenzialmente del territorio, alcuni dei quali di buon pregio. Ottavio fa la spesa, sceglie gli ingredienti, la moglie cucina. Risultato di ottimo livello per prezzi che si aggirano su meritatissimi 25-30 euro a persona. Con i miei commensali siamo andati oltre, ma solo perché abbiamo scelto un vino (un paio) di quelli da conservare ut reliquia…

Una volta fatta la conoscenza con Ottavio, se si passa al Cotton Club in ampio anticipo sulle "ore pasti", l'anfitrione - anima dell'associazione locale l'Obelisco - potrebbe anche portare l'ignaro turista a passeggio nei dintorni del ristorante. Ad ogni angolo un aneddoto, la citazione di una dinastia, il racconto di un esposto alla sovrintendenza ai beni archeologici, o della denuncia di un tombarolo. Puro orgoglio sannita. Eccolo in azione, Ottavio. Narratore micidiale, sulla storia della città è capace di fare excursus mirabolanti, dai clientes degli antichi romani ai clientes della Dc, dai Longobardi che qui hanno prosperato per secoli alla dominazione pontificia, dal disagio per il riciclo dei manufatti archeologici ri-utilizzati in città nei modi più disinvolti al mancato riciclo dei rifiuti che sfigura molte zone della Campania oggi. Se capitate da quelle parti la visita è d'obbligo. Oltre alle pietanze, al Cotton Club potete godere di una lezione di storia e archeologia… aggratis!

Cotton Club
via De Vita 16 - Benevento
Prezzo: 25-30 euro
Tel.: 349 3827226
Mail: cottonclubosteria@live.it
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domenica 23 ottobre 2011

Bistrot Bio alla Valle dei Casali

Il Bio Bistrot è un bel progetto creato all'interno del Parco Provinciale della Valle dei Casali (Monteverde alto) da una coop che in loco già organizzava attività per i bambini di educazione ambientale e mercatini di prodotti bio. Il locale è carino, interni curati, moderni ma non freddi e i tavoli sono grandi e abbastanza lontani tra loro, difficile avere il vicino che "ti parla sopra".
L'estate dev'esser una figata, i tavoli sono letteralmente nel giardino (c'è una pedana di legno mi pare, dove appoggiano tavoli e sedie), nelle serate romane afose, ce se deve aripijà per bene. Ieri eravamo due, poi si è aggiunto un amico, dunque eravamo tre. Abbiamo preso un tagliere di cinta senese (2 salami di cui uno buono e uno buonissimo, una lonza e una pancetta buone) e 3 primi, un cannelloncino al baccalà (interessante) con verdure di campo e due tagliolini con carciofi su letto di pecorino (molto buoni) e due postres un tortino di cioccolato con arancia essiccata e una crema catalana (buoni). Abbiamo bevuto acqua del sindaco frizzante e un buon bianco (mi pare) della zona di orvieto. Anche il vino è bio, come il resto. Il servizio è buono e attento senza esser soffocante. Prezzi 30-40 euri.


Bistrot Bio - Casa del Parco
Via del Casaletto, 400 (Monteverde Nuovo)
Tel. 06.45476909
Aperto a cena da martedì a sabato e domenica a pranzo
Sito del Parco

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