Aggiornata anche la mappa dei luoghi brussellesi, dopo la mia fugace apparizione sulle rive della Senne pochi giorni fa...
30 indirizzi: i ristoranti, le birrerie, le pasticcerie, i chioschi che ho amato nei miei mesi nella capitale d'Europa, e dove rivado ogni volta che ne ho l'occasione. Cliccate qui per vedere la mappa a tutto schermo
Mangiare a Roma e dintorni, nelle trattorie e osterie coi personaggi d'altri tempi, ma anche altrove se ci va!
giovedì 28 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
Barcelona, t'estimo molt
Aggiornamento della mappa di Barcellona, con evidenziati a sinistra (nella mappa di dimensioni maggiori su gmaps) i posti "obbligatori" da non mancare per capire la gastronomia catalana.
15 indirizzi obbligatori e imperdibili nella capitale catalana + 50 altri luoghi: le trattorie, le tapas, le pasticcerie, i prodotti tipici consigliati agli amici, e dove rivado ogni volta che ne ho l'occasione.
15 indirizzi obbligatori e imperdibili nella capitale catalana + 50 altri luoghi: le trattorie, le tapas, le pasticcerie, i prodotti tipici consigliati agli amici, e dove rivado ogni volta che ne ho l'occasione.
giovedì 7 ottobre 2010
El Puerto Latino
Non l'abbiamo scoperto noi, non vogliamo attribuirci meriti che non abbiamo, ma "El Puerto Latino" si candida fortemente a diventare il nostro locale preferito per una serata gastro-etnico-musicale al Pigneto... E' più facile dire cosa non è: non è un pub, non è un take away, tantomeno un ristorante. E' un buchetto di 5 metri x 5 sotto il piano stradale, di fronte al Cinema Aquila (tenete d'occhio la programmazione) e a fianco alla fermata del 105, dove scendendo alcuni gradini si trova una cucina di pesce dominata da Carlitos, un angolo di cocktail cubani, 2 o 3 musicisti andini e un gruppo di peruviani che conoscono Roma meglio di molti romani.

Si mangia solo "ceviche" (e che sarebbe 'sto ceviche? beh, in pratica il piatto nazionale peruviano), ovvero pesce marinato insieme a polpo, calamari, gamberi e cozze e serviti in un bel piattone quadrato con patate, patate dolci, mais, lattuga, coriandolo, cipolla, lime, peperoncini sudamericani (ma evitate accuratamente di mangiarli interi, nella scala di piccantezza quelli calabresi sono 1 e questi 1000...) e forse un'altra decina di ingredienti indecifrabili. Ma non basta: questa fracca di roba viene legata con il "leche de tigre", un sughetto bianco che sa di zenzero ed è fatto con l'acqua rilasciata dalle cozze, aglio, latte, sedano e qualcos'altro. L'unica cosa che potete chiedere a Carlitos è se volete il ceviche di solo pesce oppure quello misto con i frutti di mare...

E' una preparazione notevole, che avviene sotto i vostri occhi passo dopo passo, e vi assicuro che è il migliore che abbia mai mangiato (vabbè, è anche l'unico...). C'è anche riso e la patata dolce, ma qui ci si viene per il ceviche, e nient'altro. In compenso, un cubano simpatico e chiacchierone fa ottimi cocktail, tra cui una piña colada degna di menzione speciale, ma anche un bel gin fizz che accompagna egregiamente il pesce. E dopo le 20,30-21 scatta la musica andina e cubana, tra cui Guantanamera e Hasta Siempre Comandante Che Guevara.

Il ceviche costa 11 euri e sazia abbondantemente; al massimo potrete aggiungere una ciotola di riso se avete ancora uno spazietto libero nello stomaco, ma ne dubito! Cocktail tra 5 e 7 euri, oppure birra peruviana, o anche vino bianco argentino a 3 euri al bicchiere.

El Puerto Latino
Via L’Aquila 31b (Pigneto)
Tel. 331.8326538
Sempre aperto a cena e dopocena, fino a tardi
Niente sito, ma pagina su FaceBook
Photo Credits: GiòMarascoAgency

Si mangia solo "ceviche" (e che sarebbe 'sto ceviche? beh, in pratica il piatto nazionale peruviano), ovvero pesce marinato insieme a polpo, calamari, gamberi e cozze e serviti in un bel piattone quadrato con patate, patate dolci, mais, lattuga, coriandolo, cipolla, lime, peperoncini sudamericani (ma evitate accuratamente di mangiarli interi, nella scala di piccantezza quelli calabresi sono 1 e questi 1000...) e forse un'altra decina di ingredienti indecifrabili. Ma non basta: questa fracca di roba viene legata con il "leche de tigre", un sughetto bianco che sa di zenzero ed è fatto con l'acqua rilasciata dalle cozze, aglio, latte, sedano e qualcos'altro. L'unica cosa che potete chiedere a Carlitos è se volete il ceviche di solo pesce oppure quello misto con i frutti di mare...

E' una preparazione notevole, che avviene sotto i vostri occhi passo dopo passo, e vi assicuro che è il migliore che abbia mai mangiato (vabbè, è anche l'unico...). C'è anche riso e la patata dolce, ma qui ci si viene per il ceviche, e nient'altro. In compenso, un cubano simpatico e chiacchierone fa ottimi cocktail, tra cui una piña colada degna di menzione speciale, ma anche un bel gin fizz che accompagna egregiamente il pesce. E dopo le 20,30-21 scatta la musica andina e cubana, tra cui Guantanamera e Hasta Siempre Comandante Che Guevara.

Il ceviche costa 11 euri e sazia abbondantemente; al massimo potrete aggiungere una ciotola di riso se avete ancora uno spazietto libero nello stomaco, ma ne dubito! Cocktail tra 5 e 7 euri, oppure birra peruviana, o anche vino bianco argentino a 3 euri al bicchiere.

El Puerto Latino
Via L’Aquila 31b (Pigneto)
Tel. 331.8326538
Sempre aperto a cena e dopocena, fino a tardi
Niente sito, ma pagina su FaceBook
Photo Credits: GiòMarascoAgency
lunedì 24 maggio 2010
Fiumicino come Barcellona
Beh, forse proprio come la capitale catalana (o meglio il suo rione marinaro della Barceloneta) no... in effetti sul litorale romano pullulano i ristoranti di pesce tutti uguali con-i-camerieri-in-bianco il-sorbetto-di-limone le-linguine-allo-scoglio il-risotto-alla-crema-di-scampi ecc-ecc ma scarseggiano terribilmente le bettole dove mangiare pesce e frutti di mare appena pescati, in ambienti "veri", a buon prezzo e senza fronzoli!
Quindi è stata una scoperta interessante una pizzeria-take away di pesce sul molo di Fiumicino, tra il Municipio e il ponte "levatoio": si chiama GePaGi e sembra essere l'emanazione dell'omonimo ristorante in lungomare della Salute. Da fuori appare come una normale pizzeria, ma già l'insegna denota un invitante "fritto misto"; se poi si entra nel buchetto al civico 106 si vedono subito alcune pizze sfiziose come quella al sugo di polipetti o alle seppioline, e poi sua maestà il cartoccio di frittura (7 euri ma ne vale la pena!) con spicchio di limone annesso, nonchè filetti di baccalà e fiori di zucca anch'essi fritti. Pochi tavolini all'esterno per sedersi, ma volendo si si può appoggiare il marciapiede rialzato del canale.

E vi ho trovato pure dove andare dopo la frittura per completare il pasto con un buon caffè oppure prima per fare un aperitivo con un vino bianco e un paio di ostriche: alla Bottega del Caffè, enoteca-ostricheria (4-5 varietà diverse di molluschi tra 3-5 euri!!) al civico 122b della stessa strada :-)
Pizzeria GePaGi
Via di Torre Clementina, 106 (Fiumicino)
Pranzo e cena fino alle 22, chiuso lunedì
Quindi è stata una scoperta interessante una pizzeria-take away di pesce sul molo di Fiumicino, tra il Municipio e il ponte "levatoio": si chiama GePaGi e sembra essere l'emanazione dell'omonimo ristorante in lungomare della Salute. Da fuori appare come una normale pizzeria, ma già l'insegna denota un invitante "fritto misto"; se poi si entra nel buchetto al civico 106 si vedono subito alcune pizze sfiziose come quella al sugo di polipetti o alle seppioline, e poi sua maestà il cartoccio di frittura (7 euri ma ne vale la pena!) con spicchio di limone annesso, nonchè filetti di baccalà e fiori di zucca anch'essi fritti. Pochi tavolini all'esterno per sedersi, ma volendo si si può appoggiare il marciapiede rialzato del canale.

E vi ho trovato pure dove andare dopo la frittura per completare il pasto con un buon caffè oppure prima per fare un aperitivo con un vino bianco e un paio di ostriche: alla Bottega del Caffè, enoteca-ostricheria (4-5 varietà diverse di molluschi tra 3-5 euri!!) al civico 122b della stessa strada :-)
Pizzeria GePaGi
Via di Torre Clementina, 106 (Fiumicino)
Pranzo e cena fino alle 22, chiuso lunedì
martedì 11 maggio 2010
Tra Albertone e il Pigneto
Post atipico e breve per segnalare questa volta non una trattoria, ma due blog che sono entrati in piena concorrenza con la nostra ragione sociale, ossia quella di scovare su tutto il territorio comunale (e oltre) le migliori bettole per i vostri pasti...
Prima di tutto il blog di Lorenzo Cairoli, giornalista del Gambero Rosso, che ha curato per il mensile un reportage sul Pigneto segnalando alcuni posti mai sentiti, ma che promettono bene, oltre a qualcuno che abbiamo già recensito su MagnaRoma. In particolare, sembrano interessanti l'equadoregno "El Paraiso del Paladar" e il colombiano "Pais Paisa" verso la via Prenestina, oltre al takeaway di pesce appena aperto "Poisson" nei pressi dell'isola pedonale.
Digressione personale: sempre all'isola pedonale del Pigneto, ho provato Hobo ArtClub, un bel locale arredato in stile "finto casuale" con librerie alle pareti. Il cibo è buono, con piatti etnici a soli 5 euri cadauno, ma la lentezza esasperante del servizio ("cosa aveva preso?"), veramente esasperante ("sì, ora la porto"), assolutamente esasperante ("ah, ve ne andate?"), mi fanno sospendere il giudizio in attesa di una nuova visita :-(
Invece 06blog si è dedicato a un elenco di trattorie romane mettendo in bella evidenza il nostro logo di Sordi coi maccheroni: anche qui alcuni posti già noti (Dino, Marini, Ada), altri poco stimolanti, ma un paio di segnalazioni sono sfiziose, come Bonelli a Tor Pignattara e la Botticella sull'Appia Antica. Chi mi accompagna?
Prima di tutto il blog di Lorenzo Cairoli, giornalista del Gambero Rosso, che ha curato per il mensile un reportage sul Pigneto segnalando alcuni posti mai sentiti, ma che promettono bene, oltre a qualcuno che abbiamo già recensito su MagnaRoma. In particolare, sembrano interessanti l'equadoregno "El Paraiso del Paladar" e il colombiano "Pais Paisa" verso la via Prenestina, oltre al takeaway di pesce appena aperto "Poisson" nei pressi dell'isola pedonale.
Digressione personale: sempre all'isola pedonale del Pigneto, ho provato Hobo ArtClub, un bel locale arredato in stile "finto casuale" con librerie alle pareti. Il cibo è buono, con piatti etnici a soli 5 euri cadauno, ma la lentezza esasperante del servizio ("cosa aveva preso?"), veramente esasperante ("sì, ora la porto"), assolutamente esasperante ("ah, ve ne andate?"), mi fanno sospendere il giudizio in attesa di una nuova visita :-(
Invece 06blog si è dedicato a un elenco di trattorie romane mettendo in bella evidenza il nostro logo di Sordi coi maccheroni: anche qui alcuni posti già noti (Dino, Marini, Ada), altri poco stimolanti, ma un paio di segnalazioni sono sfiziose, come Bonelli a Tor Pignattara e la Botticella sull'Appia Antica. Chi mi accompagna?
Iscriviti a:
Post (Atom)