Mangiare a Roma e dintorni, nelle trattorie e osterie coi personaggi d'altri tempi, ma anche altrove se ci va!
domenica 2 gennaio 2011
Da Danilo
Arriviamo da Danilo in 6, il 30 dicembre, con apposita prenotazione. L'idea era di far mangiare romano e bene mia cugina del nord e i suoi amici e le premesse c'erano tutte, ne parla Puntarella Rossa, e vari quotidiani (Repubblica, Corriere, Tempo) lo hanno ben recensito.
Ci fanno accomodare nelle sala al sottosuolo, curata, un bel locale, addirittura la cameriera prende i nostri cappotti. Poi purtroppo arriva il cameriere che per sei persone fornisce solo un menù dicendoci "tanto poi ve lo racconto io" e subito dopo aggiunge "però non ordinate 6 cose diverse sennò magnate in un'ora e mezza!". E se fossimo stati 15, quando avremmo mangiato??? Dopo 4 ore???
Vabbè passiamo al cibo: 2 cacio e pepe, 2 carbonare, 2 strozzapreti con lardo di colonnata e pecorino di fossa, 1 carciofo alla romana, una puntarella, 6 dolci, 2 acque, un Frascati superiore a 15€. Totale 138€ ossia 23 euri a cranio.
Cacio e pepe e carbonara buoni (per quanto non abbiamo avuto diritto alla mantecatura della cacio e pepe al tavolo e live nella forma di cacio), strozzapreti buoni ma, data la descrizione (vedi sopra), non me li aspettavo col sugo rosso che purtroppo copre molto i sapori e avvicina la preparazione a.... una matriciana. Bella presentazione dei piatti, di quelli fondi e grandi di bell'effetto, purtroppo le porzioni non sono abbondanti e in una trattoria (per quanto chic) me lo aspetterei.
Discorso a parte per i contorni: 1 carciofo alla romana per porzione (e fallo sto sforzo, metticene 2, mica fallirai) e puntarelle che saranno state 2 manciate. Dolci, come spesso a roma, sufficenti senza infamia e senza lode.
Peccato peccato peccato peccato. Mi spiace tanto esser stato trattato da turista (tra l'altro neppure i turisti dovrebbero esser trattati così) e ho l'impressione che i proprietari non sappiano gestire la fama che si sono fatti.
Se siete in zona e volete mangiare un buon primo senza avere tantissima fame, va bene: primo 7-10 €, vino in mescita 3-5 €, acqua 2 € e dolci 6-7 €. Il resto, a mio avviso, non vale la pena.
Da Danilo
via Petrarca, 13 (Esquilino)
06.77200111
Chiuso domenica e lunedì a pranzo
sito ufficiale
venerdì 31 dicembre 2010
Ristorante Birreria Peroni - sorelle Mizzoni
Uscendo cercavamo un posto dove mangiare qualcosa e siamo capitati alla Birreria Peroni delle Sorelle Mazzoni. Per capirci non la Birreria Peroni che (quasi) tutti abbiamo in testa a Piazza Santi Apostoli, ma un'altra. Gestita da tempo immemore dalle sorelle Mizzoni, simpatiche signore d'altri tempi, entrando nel locale sembra di tornare indietro nel tempo: tavoli grandi e molti habitué (di quelli che sembrano avere il loro tavolo di riferimento e che si sentono in famiglia) nonostante fosse sabato sera. Muri scuri con ghirigori color oro, un locale antico, abbastanza ben tenuto, sembra non sia cambiato negli ultimi 30 anni.

Eravamo 2, abbiamo preso:
- 2 antipasti: misto salumi (lonza, prosciutto di montagna, pancetta arrotolata, salame e salame di cinghiale) e acciughe con cipolla rossa e burro, entrambi buoni da mangiare con i pani, tra cui quello di segale nero;
- 2 secondi: wurstel bianco con crauti e patatine e canederli con crauti;
- 1 birra peroni gran riserva media (volendo c'è la grande che ormai è sparita dalle birrerie romane) e acqua.
I sapori sono buoni senza sconvolgere il palato, il servizio cortese e attento, non c'è burdello e tutto sommmato non costa neppure tanto. Se ci si trova in zona, può essere una buona alternativa.
Birreria Peroni - Sorelle Mizzoni
Via Brescia, 24-32 (Porta Pia)
06.8548155
Lunedì chiuso
Un giardino segreto... e affollato
Che dire? Avevo proprio voglia di capire il segreto del successo di questo posto, che forse può essere efficacemente riassunto per punti:
- la pizza, enorme (meglio prenderne una in due!), ben condita, sottile come piace ai romani, ma non con quella "consistenza cracker" ormai sempre più diffusa;
- l'origine sarda del pizzaiolo e di alcuni ingredienti (salsicce, pecorini, ricotte, alcune verdure, la buonissima birra Ichnusa...);
- il luogo suggestivo, racchiuso in un'isola assediata da un traffico infernale che presto si dimentica, però, ben protetti dalle arcate dell'Acquedotto di Sisto IV.
Il conto? Corretto: 67,80 euro per un doppio antipasto misto ricchissimo, due pizze davvero giganti (ne abbiamo avanzati un quarto per ciascuna!), acqua, birra, pane, caffé, mirto e 4 coperti. Consigliabile. E mi scuserete se, per l'ennesima volta, siamo in zona Appio-Tuscolano.
Il Giardino Segreto
vicolo dell'Acquedotto Felice 54 (Porta Furba)
tel. 06 7141799 - cell. Giovanni 334 2263652 - cell. Egidio 334 8739166
lunedì 22 novembre 2010
Il Geco Biondo
A servire uno dei proprietari, ansioso di illustrare qualità, caratteristiche e motivazioni di ogni proposta contenuta nel menu. Avete presente Tramonti e Muffati, con il solerte titolare che si dilunga su provenienza e proprietà organolettiche di ogni singola fettina di salume? Uguale: solo che l'intento pedagogico è decisamente più forte, alimentato da una appassionata verve ideologica.
E forse proprio qui c'è il limite più forte di questo ristorante-trattoria (come si autodefinisce), ed è bene dirlo subito. Probabilmente è normale che locali creati sulla base di esperienze militanti abbiano anche una funzione pedagogica, ma a noi piace pensare che - se è vero che "siamo quello che mangiamo" - allora dai vegetariani sarebbe lecito aspettarsi maggiore ironia. Prendersi troppo sul serio è, ammettiamolo, tipico dei carnivori più sanguinari.
Passiamo ai fatti, ossia al cibo: la carta è agile ed è imperniata su alcuni menu-degustazione che facilitano l'approccio. Noi abbiamo scelto il menu "rinforzato", che promette varietà di assaggi e quantità sufficienti a saziare ogni appettito.
Nell'attesa che cominciassero le portate, ci è stata servita una "insalatina dell'attesa", molto buona (e molto gradito il pensiero, dato che avevamo già una discreta fame), fatta di insalata mista, porri, scaglie di cioccolato fondente e condita senza sale, ma con alcune gocce di umeboshi giapponese. Si è passati poi ai ravioli di zucca alla crema di noci (discreti, ma senza troppa personalità), ai fagioli all'uccelletto (buoni), agli straccetti di seitan con erba cipollina (buoni, forse un pizzico troppo agri), a una mousse di verdure di cui adesso non ricordo la composizione, ma gradevole.
Abbiamo deciso di accompagnare il pasto con della birra rossa bio prodotta in Germania, davvero buona, a bassa fermentazione, aromatica e poco schiumosa: forse la cosa migliore di tutta la serata. Infine ci siamo concessi un dolce. Dovendo scegliere tra una "sacher vegana" senza latte, senza burro e senza uova (e me la chiami sacher? chiamala in un altro modo, no? che ne so: torta vegana con il cacao e la marmellata... c'è una malcelata coda di paglia in questo vezzo di presentare ricette aternative con i nomi della cucina tradizionale) e una torta di nocciole della Tuscia, con una certa vigliaccheria abbiamo scelto la seconda, che si è rivelata leggera e allo stesso tempo gustosa.
Alla fine, tra menu (che comprende acqua e pane, a 19 euro/persona), birra e dolce ce la siamo cavata con 26 euro a testa. Un posto anche economico, quindi, anche se il menu "rinforzato" non vi darà certo problemi di digestione... Gli stomaci più forti, anzi, si alzeranno da tavola con una vaga insoddisfazione, tipo "e dopo gli antipasti?". Ma ci avranno certamente guadagnato in salute e snellezza.
Ultima nota, non positiva, per il servizio un po' lento, soprattutto considerando che l'offerta del locale è organizzata su menu fissi nei quali varia solo la quantità degli alimenti.
Il Geco Biondo
via Gerolamo Cardano 105 (ponte Marconi)
tel. 06 5571048
sito ufficiale
martedì 2 novembre 2010
Trattoria di pesce vicino al Parco della Caffarella
Avevamo già letto qualche recensione di questo locale su internet e tutte le previsioni hanno trovato conferma: autentica trattoria romana di quartiere, molto nota tra i residenti in zona, con una buona offerta di pesce cucinato in modo egregio, porzioni veramente abbondanti a prezzi molto popolari.
Per l'antipasto è possibile scegliere da un ricco buffet. Tra i primi consigliamo vivamente le linguine all'astice. I primi sono molto generosi (anche il condimento). Se quindi non annoverate tra le vostre doti quella di essere una super forchetta, potreste anche decidere di ordinare la mezza porzione (che equivale alla porzione piena di qualsiasi altro posto). Come secondo abbiamo scelto un'ottima spigola fatta ai ferri accompagnata da un piattone di pinzimonio. Prezzo medio (vino incluso) circa 20/25 Euro a testa, quindi più che valido. Pare facciano anche la pizza, ma a nostro avviso non è questo il motivo per andare dalla Caraffa.
Il locale è molto casereccio e informale ed i camerieri romani doc sono sempre pronti per una battuta. Aperto tutti i giorni a pranzo e cena. Ha due sale interne con aria condizionata ma è sempre ben frequentato. Consigliamo quindi di prenotare.
La Caraffa
Via Giovanni Villani, 44 (Appio-Latino)
Tel.: 06.786513