domenica 14 dicembre 2008

Il merito va premiato - Idillio the 2nd

Cosa c'entra la meritocrazia con la ristorazione? C'entra, c'entra, perché ci sono alcuni posti a Roma che meritano veramente per la bontà delle pietanze che vengono servite, per la cortesia dei gestori, per l'onestà dei prezzi nonché per la passione con cui vengono condotti, e che, per questi motivi, secondo noi vanno premiati e promossi.

Uno di questi posti è senza dubbio l'Idillio (che poi, io che sono italotedesco, ho sempre i miei dubbi se dire "Idìllio" o "Idillìo", bah!) al Pigneto. Ne avevamo già scritto un pò di tempo fa. Dopo la prima a febbraio di quest'anno, e dopo esserci ritornati in estate senza però purtroppo trovare posto (da qui il consiglio, prenotate!), ieri abbiamo avuto l'occasione di verificare l'andamento dei lavori e se le prime impressioni potevano essere confermate.

Subito la buona notizia: tutto confermato e anzi, con l'opportunità di assaggiare altre pietanze del menù il giudizio già ottimo si consolida. L'Idillio spicca perché è semplice, genuino ma al tempo stesso curato nei particolari (se cambiate vino vi cambiano il bicchiere, cosa che spesso non viene fatta neanche nei ristoranti).

Anche questa volta la serata è stata introdotta da una bruschetta mozzarella di bufala e 'nduja (sarà per le mie origini calabre o semplicemente perché è veramente buona), a cui hanno fatto seguito delle ottime fettuccine alla gricia fatte in casa, di notevole spessore e con i pezzetti di pancetta che sembravano essere stati tagliati con l'accetta e non con il coltello per quanto erano grossi.
Il tutto annaffiato da un Nero d'Avola e, visto che avevamo iniziato la cena che erano già le 23 e comunque già sazi dai primi, concluso con un semifreddo al miele di castagne molto dolce e molto buono.

La serata si è chiusa con caffè e amaro e con una chiacchierata con il simpatico e gentile caposala, Andrea Torcasio, con il quale questa volta non abbiamo cantato "O Zappatore" (sarà un impegno per la prossima volta) ma abbiamo filosofeggiato su una sua ipotetica candidatura a sindaco di Roma, per la quale noi qui di MagnaRoma dichiariamo sin d'ora il nostro endorsement.

Per stare al passo con i tempi e diffondere adeguatamente l'Idilliofilosofia, il locale è anche presente su Facebook con un gruppo dedicato al posto nonché ai suoi fans. Se quindi siete tra quelli che passano le giornate aggiornando il proprio status, pokando in giro la gente e postando cose sulla vostra wall, non vi rimane altro che iscrivervi qui.

martedì 7 ottobre 2008

Magnabarcellona

Lo so, è un off-topic, ma ci tengo a informare la cittadinanza che è finalmente on-line la mappa dei miei luoghi barcellonesi, ovvero le trattorie, le tapas, le pasticcerie, i prodotti tipici consigliati agli amici che partono per la capitale catalana, e dove rivado ogni volta che ne ho l'occasione.


Come recita l'incipit della mia guida catalana per gli amici (fatene richiesta, è gratis!): "Scordatevi le Ramblas piene di italiani più che in via Tuscolana, la paella che in realtà è una specialità di Valencia, e la sangria che qui fanno mischiando vino rosso e aranciata. Questa non è Spagna, ma Catalogna, un’altra cosa, una via di mezzo tra la mediterraneità di Napoli, la libertà di Amsterdam e l’organizzazione di Berna. Vabbè, forse proprio Berna no, però è certo che Barcellona è una città aperta e internazionale, ricca di spettacoli, cultura e iniziative, piena di taxi liberi anche di notte, di banche ogni venti metri, di zaffate di canne ad ogni incrocio e di citofoni senza i cognomi dei condomini. E dove per sussurrare “ti amo” dicono “t’estimo molt”… Ma soprattutto è una città da scoprire, dove si ammirano palazzi incredibili e luoghi incantati, si mangiano piatti sconosciuti da noi, e si beve bene."


Con l'occasione vi ricordo che è on-line anche la mappa dei miei luoghi brussellesi!

domenica 20 luglio 2008

Le Quattro Monete

Abbiamo già recensito una trattoria di pesce nel quartiere di Centocelle, ma in questo caso la qualità è superiore, e il prezzo maggiore sebbene intorno ai 30 euri: si tratta di un vero e proprio ristorantino marinaro, piccolo, accogliente e gestito da un appassionato figlio di pescatori (Fabrizio), che propone pesce fresco secondo la disponibilità del giorno, con un menu che varia quindi continuamente.

L'ultima visita è consistita, in 4 (d'altronde siamo alle 4 monete...), nel dividerci 2 antipasti misti crudi e cotti (tra cui un ottimo polpo e patate) e poi un primo a testa (spaghetti allo scoglio, amatriciana di pesce, tonnarelli ai granchietti e ai tartufi di mare), e infine altri 2 secondi: una bella pezzogna dell'isola di ischia con patate e una frittura buona e non unta. Ciliegina sulla torta, anche dolci fatti in casa, tra cui il tiramisù. Il tutto innaffiato dal vino bianco della casa, gradevole (mi sembra un montecompatri).

Le Quattro Monete
via dei Gelsi, 24 (Centocelle)
tel. 06 21807884
aperto a pranzo e cena, chiuso lunedì

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martedì 8 luglio 2008

Cose e Sapori a Montecompatri

Ampio locale con musica dal vivo sala fumatori piatti della tradizione locale clientela selezionata prenotazione obbligatoria. “Si no nun magni”, recita la scritta rigorosamente a pennarello che campeggia da Mimmo, anzi da “Cose e sapori – Associazione di arte e gastronomia”, a Montecompatri.

Un “mai più senza” per chi ama le proposte di MagnaRoma. Per trovarlo devi sapere che c’è. Ecco perché la clientela è selezionata. L’ingresso sembra quello di una casa, in un piccolo atrio ti accolgono personaggi coi quali sinceramente il cronista non ha avuto tempo di approfondire la conoscenza. Ma da come si muovono capisci che fanno parte delle amenità del luogo. Strette di mano, “ciao, benvenuto”, l’accoglienza è calorosa. Il locale è grande, la sala fumatori più dell’altra, messa in fondo al vano e sempre deserta. Graffiti in gesso sulle pareti, gioghi e altri attrezzi agricoli più in alto e cartelli sui muri testimoniano la veracità e la genesi del luogo: secondo lavoro di Mimmo, “aiutamolo sto poro cristo”. La musica dal vivo è curata da un membro della numerosa comunità brasiliana dei castelli romani, che suona il sassofono su basi preregistrate su Mac. Essendo un brasiliano di mondo e non da cartolina fa vibrare l’ancia non sulle note de “La ragazza di Ipanema” ma sui Pink Floyd, con grande delizia degli astanti che già paventavano il rischio orchite con una serata a base della bossa nova sbiancata di Stan Getz. Invece, “Hey you”, “Wish you were here” e così via.

Ci siamo stati di venerdì, quindi pesce. “Ma io preferivo la carne”. “Sta bono, mo te servo io, te porto l’assaggini, vedrai che te piace”. E m’è piaciuto sì. Mimmo, ragazzo tarchiato e generoso, demiurgo locale, viene al tavolo, domanda, si interessa, rilancia, vuole conoscere chi va a mangiare da lui. Clientela di ogni età e provenienza. Passano frittatine e salamini. Ma noi abbiamo il pesce… L’entrée è col vino, rigorosamente bianco dei castelli alla mescita e servito senza pietà . Ma Mimmo non sta certo a lesinare sul rosso, che porta per ogni evenienza. L’acqua è più rara, compare sporadicamente in bottigliette da 0,33. Si comincia con tagliolini al sugo di polpo. Si procede con insalata di polpo, ceci, patate e cipolle. Merluzzo in salsa di limone. Delizioso e delicato. “Che, nun la fai la scarpetta?” chiede il ragazzo di bottega che intanto intrattiene coetanei festanti dopo aver superato l’esame di maturità al tavolo di fianco. “Te lascio er piatto così la fai”. E la facciamo. Momento di buio del cronista, che sfiancato dal vino non ricorda la portata di passaggio dal pesce alla carne. Che c’è stata e di buon livello. Quindi carne: polpettine al sugo e pollo al forno e alla brace. Fantastico. Ottimo il pane. Gran finale con tarallucci e vino, panza piena e mente annebbiata.

Prezzi… incredibili: 15 euro a testa. Persone avvezze al locale mi hanno confermato che siccome c’era il pesce abbiamo pagato più del solito. La prenotazione è fondamentale, la cucina funziona sul numero di bocche al lavoro previste.

Cose e sapori – Associazione di arte e gastronomia
Via Colonna 12 – Montecompatri
Tel. 331.7134791 (telefonare per mangiare!)
Chiusi la domenica sera

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NdR: la recensione sarebbe del brianzolo gastroman, ma siccome il rosso ha incocciato più di quanto sembrasse a prima vista, non è riuscito a pubblicarla...

lunedì 19 maggio 2008

3 recensioni in un weekend

Questa volta, in un solo weekend, ben 3 recensioni 3 di posti dove non ero mai stato, tutte in una volta, tutte intorno al Pigneto... giovedì sera con l'Avvocato da Roberto er Laziale, venerdì sera con il Giornalista Brianzolo all'Idillio, sabato sera con un Tris di Coppie dal Libanese: et voilà!


Roberto er Laziale
via dell'Acqua Bullicante 108
tel. 06 24401787
chiuso mercoledì

Nello spirito della settimana più scaramantica del tifo romanista, non poteva mancare una sosta con un avvocato laziale dal Laziale, una classica trattoria romana di una volta, senza insegna, con piatti che variano nel corso della settimana, e un bel pergolato sul retro, fresco e dotato di micia roscia in cerca di avanzi di cibo... Io ho goduto di un bel piatto di gnocchi fatti in casa e un paio di involtini ben preparati (con un odore/sapore di carota e sedano da manuale), oltre ai fagiolini corona da contorno e un ottimo tiramisù per finire. L'Avvocato si è invece buttato sul pesce: spaghetti con vongole e frittura mista. Ma come alternative c'erano i piatti classici romani (carbonara, cacio&pepe, ecc.) e secondi di pesce (il rombo, per esempio). Promosso a pieni voti, compreso il proprietario che fa il conto in lire salvo poi convertire il totale in euri con la calcolatrice... nel nostro caso 45 in 2!



L'Idillio

via Augusto Dulceri 29
tel. 06 297089
chiuso lunedì

L'aveva già recensito "Der Avvocaten" quindi non mi dilungo: nella veranda laterale, ho divorato una fiamminga di tagliatelle al ragù fatte in casa, larghe un paio di cm e con i bordi rialzati (!!!), nella porzione "Idillio" che è un vero attentato al fegato ma un altrettanto vera goduria per il palato, oltre che una sfida posta dal caposala (i miei amici l'hanno ugualmente accettata, ma nella versione gricia ugualmente ottima); poi, ho gustato un bello sformato di zucca, patate e mozzarella, e ho infine chiuso con un prelibato semifreddo arancia e mandorle. Il tutto, accompagnato da un paio di rossi in 3, è costato 30 euri, ben spesi.


Beirut aka er Libanese
piazza dei Condottieri 6
tel. 06 2751132
solo cena, chiuso martedì
La scheda sulla bibbia del kebab a Roma

Beh, immagino sia chiaro che tipo di cucina faccia... niente polpette di renna, nessuna tartare di manzo, ma solo un interminabile e gustoso antipasto di hummus, felafel, dolmades (vabbè, l'equivalente mediorientale), lenticchie, melanzane, formaggio ecc. ecc. con la pita preparata in questo piccolo ristorante a conduzione familiare, guidato dal simpatico Walid (che tra l'altro è cristiano, quindi la cucina qui non è propriamente araba) e impreziosito da una cameriera albanese femminista che commentava ogni cosa succedeva al nostro tavolo. A seguire, riso beirut e spiedini di 3 tipi di carne (tranquilli, c'è anche il kebab, se volete!) e dolci, oltre alla lettura dei fondi del caffè da parte di Walid. Compreso un discreto rosso libanese, abbiamo pagato meno di 30 euri a testa, ma volendo si può usufruire di un menù a 20 euri con antipasti e spiedini. Familiare e buono, da ritorarci, magari nelle serate con musica dal vivo.